Servizio civile con Afds Pordenone: raddoppiano i posti per i giovani

Afds Pordenone raddoppia i posti per il Servizio Civile: 6 opportunità per giovani tra i 18 e i 28 anni.

19 marzo 2026 11:51
Servizio civile con Afds Pordenone: raddoppiano i posti per i giovani -
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PORDENONE - C’è un modo per dare valore a un intero anno della propria vita, unendo formazione professionale, impegno sociale e crescita personale. È l’opportunità offerta dall’Afds Pordenone (Associazione Friulana Donatori di Sangue), che quest’anno ha deciso di investire con ancora più forza sulle nuove generazioni. Dopo il successo della prima edizione, l'associazione ha scelto di raddoppiare la propria offerta per il Servizio Civile Universale: i posti disponibili passano da tre a sei, distribuiti equamente tra le sedi di Pordenone, Sacile e Spilimbergo.

Il bando è aperto, rivolto a ragazzi tra i 18 e i 28 anni, i quali hanno tempo fino alle ore 14 dell’8 aprile per presentare la propria candidatura. Si tratta di un impegno di 12 mesi (25 ore a settimana) che, oltre a prevedere un rimborso spese mensile di 519,47 euro, permette di vivere in prima persona la dimensione del volontariato tra eventi di piazza, promozione della cultura del dono e attività organizzative sul territorio. Per chi volesse aderire, la domanda va presentata esclusivamente online attraverso il portale domandaonline.serviziocivile.it. Vanno scritti il codice del progetto (PTXSU0006025010241NXTX) e i codici della sede in cui si desidera operare: Pordenone (229832), Sacile (221801) o Spilimbergo (221798).

Il presidente dell'Afds Pordenone, Mauro Verardo, sottolinea l'importanza di questa opportunità: «Invitiamo i giovani a valutare la nostra associazione come un luogo di esperienza vera. Non si tratta solo di dare una mano, ma di diventare protagonisti di un sistema sangue che tutela la salute dei cittadini».

Il progetto, nato dalla collaborazione con la Cooperativa sociale Acli, ha profondamente segnato i ragazzi che, a cavallo tra il 2025 e il 2026, hanno partecipato alla prima edizione.

Enrico Giovanni Mastellone di Meduno: «All’inizio mi chiedevo se il volontariato facesse per me. Ho scoperto che Afds non ti chiede di essere ‘pronto’, ma solo disponibile a metterti in gioco. È un’esperienza che ti fa crescere e ti permette di sentirti parte di qualcosa di più grande. In un anno cambi prospettiva e capisci che puoi fare la differenza anche con gesti semplici: aiutare gli altri diventa un modo per conoscere meglio te stesso. Vale ogni minuto, perché non servono superpoteri: basta esserci».

Antonio Da Frè di Sacile: «Ho scelto l’Afds perché è una realtà dove non si può restare a guardare. Venendo da una famiglia di donatori, conoscevo già questo mondo, ma viverlo dall’interno è diverso: non ero consapevole dell’enorme lavoro di squadra che si cela dietro ogni singola donazione. Temevo di non riuscire a gestire gli impegni tra università e calcio, invece ho trovato un equilibrio perfetto. È appagante sapere che, nel mio piccolo, sto contribuendo a qualcosa di fondamentale per la salute della comunità. Mi sono messo in gioco e i risultati, umani e formativi, sono stati superiori a ogni aspettativa».

Infine, Chiara Ferruggia di San Quirino: «È un’esperienza a 360 gradi che consiglio vivamente ai miei coetanei: scopri doti nascoste che non sapevi di avere, conosci molte persone, cresci culturalmente e hai la possibilità di maturare molto a livello caratteriale. In questi mesi sono passata dalla sensibilizzazione nelle piazze alle giornate in autoemoteca, partecipando a trasferte formative a Napoli e Rimini e facendo esperienza anche all’interno del Gruppo Giovani. Essendo io stessa donatrice, ho voluto approfondire il mio impegno frequentando il corso per informatore associativo all’ospedale di Pordenone, acquisendo competenze sociali e tecniche per seguire i donatori nel loro percorso. La flessibilità del Servizio Civile mi ha permesso di conciliare tutto: studio universitario, sport agonistico e lavoro. Un’avventura che vorrei rivivere».

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