Alex Camera punta alla Grotta Gigante: per l’atleta di Pordenone primi collaudi verso la salita da 94 metri

Il pordenonese ha lavorato a Trieste su una prima tratta di 30 metri: test tecnici e procedure di sicurezza prima del tentativo completo nella cavità carsica.

09 ottobre 2026 13:44
Alex Camera punta alla Grotta Gigante: per l’atleta di Pordenone primi collaudi verso la salita da 94 metri -
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La prossima sfida di Alex Camera parte dal Friuli Venezia Giulia più spettacolare e mette al centro un atleta del territorio pordenonese. Il performer, originario di Pordenone, ha avviato a Trieste la preparazione di una risalita su corda che, se completata, lo porterà ad affrontare un dislivello di 94 metri all’interno della Grotta Gigante.

Per ora si è trattato di una fase di messa a punto, ma il progetto è già definito: verificare se l’ascesa dal fondo della cavità sia sostenibile dal punto di vista atletico e organizzativo, in un ambiente che presenta difficoltà molto diverse rispetto a una normale prova di rope climb.

Un test iniziale da 30 metri

Il primo passaggio operativo è stato una prova su 30 metri di corda, predisposta con un verricello di sicurezza. Il lavoro svolto nei giorni scorsi è servito soprattutto a controllare assetto, tempi, risposta fisica e coordinamento tra atleta e tecnici prima di pensare all’intera distanza.

Con Camera c’era una squadra specializzata di tre persone, impegnata sia nella gestione delle manovre sia nella protezione dell’atleta durante l’allenamento. L’intera sessione si è svolta con imbragatura di sicurezza, elemento indispensabile per un test di questo tipo dentro una cavità profonda e complessa.

Perché la Grotta Gigante è una prova diversa

La sede scelta non è casuale. La Grotta Gigante, alle porte di Trieste, è uno dei luoghi sotterranei più noti della regione ed è entrata nel Guinness World Record nel 1995 come grotta a sala unica più grande del mondo. Proprio le sue caratteristiche rendono l’impresa particolarmente delicata sul piano tecnico.

Tra i fattori più impegnativi c’è l’umidità, che favorisce la condensa sulla corda e rende meno agevole la presa. Anche la respirazione può risentire delle condizioni dell’ambiente ipogeo, aggiungendo fatica a uno sforzo che richiede continuità, precisione e controllo del gesto.

Alex Camera prepara la scalata nella Grotta Gigante: test su 30 metri, obiettivo 94

Un altro aspetto da considerare riguarda il fondo della grotta. La presenza di argilla sporca la corda e può ridurre il grip sia delle calzature sia dei dispositivi utilizzati per la risalita. In una prova lunga, anche questi dettagli incidono sull’efficacia dei movimenti.

Il nodo del peso della corda

Nel tentativo completo c’è poi una difficoltà ulteriore: la massa della corda stessa. Con una lunghezza di 94 metri, la parte che rimane sospesa sotto l’atleta produce una resistenza importante, soprattutto quando il lavoro delle gambe deve chiudersi in modo rapido ed efficiente.

Per alleggerire questo effetto, il team ha previsto un recupero progressivo della corda sia dal basso sia dalla parte alta, così da lasciarne pendere solo una piccola porzione sotto i piedi di Camera. È una soluzione tecnica necessaria per rendere più gestibile l’ascesa e limitare uno degli ostacoli principali del progetto.

Una nuova sfida per l’atleta pordenonese

Camera si era già fatto conoscere per un’altra prova fuori dal comune, quando riuscì a trattenere in decollo un biplano De Havilland Tiger Moth per quasi dieci secondi. Questa volta il contesto cambia del tutto: meno spinta orizzontale, più resistenza verticale, con una componente tecnica molto marcata.

Per il momento il lavoro si è fermato alla verifica del primo tratto, ma il percorso verso il tentativo integrale è avviato. Dal Pordenonese arriva così un’altra sfida sportiva costruita lontano dai circuiti tradizionali, con l’obiettivo di trasformare i 30 metri dei collaudi in una risalita completa da 94 metri nella Grotta Gigante.

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