L'auto noleggiata a Napoli e poi la truffa in Friuli, ma vengono arrestati a Tricesimo
Carabinieri arrestano due truffatori a Pordenone e sventano 11 tentativi simili grazie alla pronta segnalazione degli anziani.
PORDENONE - Nella serata del 23 marzo , i Carabinieri hanno arrestato in flagranza due persone gravemente indiziate di truffa, grazie alla collaborazione tra il Nucleo Investigativo e il NORM della Compagnia di Pordenone, con il supporto della Compagnia di Udine. L’operazione ha permesso di bloccare una coppia di truffatori che aveva appena sottratto 800 euro in contanti e diversi gioielli a una pensionata di Travesio, vittima di un raggiro basato su un falso incidente stradale della figlia.
La dinamica della truffa
Tutto è iniziato intorno alle 15:00, quando la donna ha ricevuto una telefonata da un sedicente “Maresciallo dei Carabinieri”, che le ha comunicato la necessità di pagare urgentemente spese processuali. Poco dopo, una donna si è presentata a casa fingendosi l’avvocato incaricato di ritirare la somma. La pensionata, spaventata per la figlia, ha consegnato contanti e gioielli. Appena la truffata si è resa conto dell’inganno, ha chiamato immediatamente il 112, consentendo ai militari di mettersi sulle tracce dei due e intercettarli a Tricesimo a bordo di una Fiat 600 L noleggiata a Napoli.
Arresti e restituzione della refurtiva
I due soggetti, un uomo di 39 anni e una donna di 41 anni, entrambi campani, disoccupati e con precedenti, sono stati arrestati per truffa aggravata in concorso e condotti rispettivamente al carcere di Udine e alla sezione femminile del carcere di Trieste. Contanti e gioielli sottratti sono stati restituiti alla vittima. Le indagini proseguono per verificare eventuali altri episodi analoghi.
Altri tentativi sventati
Nelle giornate del 24 e 25 marzo 2026, la Centrale Operativa dei Carabinieri di Pordenone ha ricevuto 11 segnalazioni di tentativi di truffa simili, tutti prontamente interrotti dagli anziani coinvolti, che hanno contattato il 112. I casi hanno riguardato residenti a Pordenone, Caneva, Cordenons, Porcia, Fiume Veneto e Roveredo in Piano. L’efficace attività preventiva dell’Arma, unita a conferenze informative e comunicazioni sui mass media, ha evitato ulteriori vittime.