Asfo, 108 firme dal territorio: Honsell chiede più neurologi per demenze e malattie neurodegenerative

Il consigliere regionale interviene dopo l’appello partito dal Pordenonese: per i pazienti dedicare un solo specialista a questo ambito non è una risposta sufficiente.

21 ottobre 2026 16:50
Asfo, 108 firme dal territorio: Honsell chiede più neurologi per demenze e malattie neurodegenerative -
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Dal Pordenonese arriva una richiesta netta sul fronte della sanità: rafforzare la neurologia per chi convive con demenze e patologie neurodegenerative. A riaccendere il confronto è la raccolta di 108 firme indirizzata al direttore generale di Asfo, segnale di un disagio che tocca famiglie, caregiver e pazienti del territorio.

Sul caso è intervenuto il consigliere regionale Furio Honsell, che definisce il tema meritevole della massima attenzione da parte della politica regionale. Il punto, nella sua lettura, è la tenuta di un servizio chiamato a rispondere a bisogni sempre più estesi in una popolazione che invecchia.

Il nodo sollevato dalle firme

Secondo Honsell, il dato più critico è che a seguire in modo dedicato demenze e malattie neurodegenerative ci sia stato un solo neurologo. Una condizione che il consigliere giudica non adeguata rispetto alla domanda di cura espressa nell’area pordenonese.

Nella sua nota, l’esponente di Open Sinistra Fvg osserva inoltre che le risorse destinate alla sanità restano consistenti anche quest’anno. Per questo, sostiene, sorprende che un settore così delicato non sia stato rafforzato prima, senza attendere segnali di sofferenza del sistema.

La critica alla programmazione sanitaria

Honsell collega la vicenda a una questione più ampia di pianificazione. Si chiede infatti perché si arrivi a intervenire solo quando emergono problemi evidenti, parlando di una carenza di programmazione che, a suo giudizio, caratterizzerebbe la gestione sanitaria della Giunta regionale.

Il ragionamento parte da un elemento demografico chiaro anche nella provincia di Pordenone: l’aumento dell’età media rende più pressante il bisogno di strutture, professionisti e percorsi dedicati ai disturbi cognitivi. In quest’ottica, il potenziamento della neurologia non viene presentato come una misura straordinaria, ma come un adeguamento necessario.

Non solo ospedale: il tema della rete sul territorio

Nel suo intervento, il consigliere richiama anche le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, che da tempo sollecita un approccio pubblico più largo al contrasto del declino cognitivo. Non soltanto ambulatori e reparti, dunque, ma una rete che coinvolga servizi diurni, contesto urbano e strumenti di sostegno diffusi.

Honsell cita inoltre le esperienze europee dei distretti “Dementia friendly” e ricorda che già in passato, in Friuli Venezia Giulia, il progetto Città sane aveva inserito questi temi tra le priorità. Da qui la domanda finale rivolta agli enti locali: quanti Comuni oggi dispongono di un vero piano di salute?

Il confronto aperto dalle 108 firme, quindi, non riguarda solo l’organico di una struttura, ma il modo in cui il territorio si prepara a rispondere a una fragilità sempre più presente. Per il Pordenonese la questione tocca da vicino la qualità dell’assistenza e la capacità di dare risposte continuative a chi affronta ogni giorno il peso della malattia.

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