Aviano, interrogazione di AVS su Steadfast Noon: focus su rischi e informazioni ai residenti

Dal territorio passa la richiesta al Governo di riferire in Parlamento sull’esercitazione NATO e sulle misure previste per emergenze civili e sanitarie.

13 ottobre 2026 10:07
Aviano, interrogazione di AVS su Steadfast Noon: focus su rischi e informazioni ai residenti - Immagine di repertorio
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La presenza della base di Aviano riporta al centro del dibattito politico un tema che nel Pordenonese ha un peso particolare: quello delle esercitazioni militari collegate alla deterrenza nucleare e delle ricadute informative per chi vive attorno al sito. A sollevare il caso sono Marco Grimaldi, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, e Sebastiano Badin, segretario regionale di Sinistra Italiana Friuli Venezia Giulia.

I due esponenti hanno reso noto il deposito di un’interrogazione parlamentare, a prima firma di Angelo Bonelli, rivolta alla Presidenza del Consiglio e ai ministeri della Difesa, dell’Interno e della Salute. Il punto politico è chiaro: chiedere chiarimenti sulla partecipazione italiana all’esercitazione Steadfast Noon e domandarne la sospensione.

Nella loro presa di posizione, Grimaldi e Badin sostengono che il territorio friulano non debba essere identificato come snodo della strategia atomica e rilanciano un’impostazione opposta, legata al disarmo e a una funzione di pace per la regione.

Le domande che partono da Aviano

Il riferimento principale riguarda proprio l’attività connessa alla base avianese. Secondo quanto dichiarato dai promotori dell’iniziativa, Steadfast Noon coinvolge i cieli italiani per dieci giorni a partire da venerdì, con velivoli abilitati al trasporto di bombe B61 e con simulazioni di impiego finalizzate all’addestramento degli equipaggi.

Nel testo richiamato da Grimaldi e Badin compare anche la data del 13 ottobre come momento di coinvolgimento di Aviano e di Ghedi, basi che indicano come siti di presenza delle B61-12. La contestazione, però, non si concentra solo sull’aspetto militare: uno dei nodi principali è la richiesta di maggiore trasparenza verso Parlamento e comunità locali.

Per i firmatari, infatti, non è accettabile che su obiettivi, scenari e possibili implicazioni di un’esercitazione di questo tipo non vi sia un confronto pubblico adeguato, soprattutto nei territori che convivono direttamente con queste infrastrutture.

Che cosa viene chiesto al Governo

L’interrogazione punta a ottenere una relazione nelle Commissioni Difesa di Camera e Senato. Le informazioni richieste riguardano le finalità dell’attività addestrativa, i contesti operativi ipotizzati e i rischi considerati dall’Esecutivo.

Tra i chiarimenti domandati figurano anche eventuali studi già disponibili sulle conseguenze di un conflitto nucleare. Nella richiesta vengono citati, come elementi su cui avere risposte, il possibile numero di vittime e feriti, le aree che potrebbero risultare coinvolte e gli effetti su falde, terreni e filiera alimentare. Si tratta di scenari evocati nell’atto ispettivo, non di effetti attribuiti all’esercitazione in corso.

Un altro capitolo riguarda l’informazione preventiva ai cittadini e l’organizzazione del soccorso. Dal punto di vista locale, è questo uno degli aspetti più sensibili: sapere quali procedure sarebbero previste e come verrebbe raggiunta la popolazione in caso di emergenza.

Il tema della protezione civile e delle strutture sanitarie

Grimaldi e Badin aggiungono un ulteriore rilievo: a loro avviso non risulterebbe un’esercitazione parallela dedicata alla risposta civile, sanitaria e ambientale. Da qui la richiesta di rendere note le misure predisposte per l’assistenza e per la comunicazione alla popolazione.

Per un’area come quella di Aviano e, più in generale, per la provincia di Pordenone, il tema tocca direttamente la capacità di coordinamento tra autorità civili, sistema sanitario e protezione civile. È su questo versante che l’iniziativa politica prova a spostare il confronto, oltre la sola contrapposizione simbolica sulle armi nucleari.

Il precedente richiamato e la posizione politica finale

A sostegno della richiesta di stop, i due esponenti citano un precedente del 1989, ricordando che la Germania si sarebbe ritirata da un’esercitazione nucleare NATO dopo valutazioni legate al numero di vittime civili ipotizzato negli scenari. Nella loro lettura, quello rappresenta un esempio politico da seguire anche oggi.

La presa di posizione si chiude con una domanda più ampia rivolta allo Stato italiano: aderire al Trattato sulla proibizione delle armi nucleari e avviare la rimozione di questi ordigni dal territorio nazionale. In questo quadro, la contestazione di Steadfast Noon viene presentata come parte di una battaglia più generale sul disarmo e sul ruolo che il Friuli Venezia Giulia, e Aviano in particolare, dovrebbero avere.

Intanto il tema resta aperto anche sul piano locale, perché ogni discussione sulla base avianese finisce inevitabilmente per coinvolgere non solo la politica nazionale, ma anche le comunità della provincia che chiedono di sapere quale impatto possano avere decisioni e attività che si svolgono a pochi chilometri da casa.

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