Barcis e le valli senza linea: fondi pronti, ma nel Pordenonese i cantieri non partono

In Prefettura torna il nodo della copertura telefonica nelle aree montane. Un solo impianto annunciato in Valcellina entro il 2026, mentre restano disagi anche sul fisso.

30 settembre 2026 18:39
Barcis e le valli senza linea: fondi pronti, ma nel Pordenonese i cantieri non partono -
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Nelle vallate della provincia di Pordenone il problema non è soltanto la qualità del segnale: in diversi punti il telefono continua proprio a mancare. È il quadro tornato sul tavolo in Prefettura, dove amministratori locali, Regione e operatori hanno fatto il punto su una criticità che incide sulla vita quotidiana di residenti, famiglie e attività delle zone montane.

Il dato più evidente emerso dall'incontro è che le risorse pubbliche ci sono, ma non si sono ancora trasformate in interventi diffusi. La Regione ha infatti messo a disposizione più di 5 milioni di euro per favorire nuove infrastrutture nelle aree scoperte, ma finora il percorso non ha prodotto risultati all'altezza delle attese.

Un confronto che riguarda le valli pordenonesi

Alla riunione hanno partecipato i sindaci delle Valli Tramontina, Cellina, d'Arzino e Cosa, insieme ai rappresentanti della pedemontana pordenonese, alle società impegnate sul fronte di antenne e ripetitori e agli operatori telefonici attivi sul territorio regionale.

Il tavolo tecnico era stato avviato alla fine del 2025 ed è stato riconvocato più volte. Anche nell'ultimo passaggio, rispetto al confronto di marzo, l'obiettivo era verificare se le interlocuzioni avviate avessero prodotto passi avanti concreti sui disservizi che interessano voce e trasmissione dati.

Soldi disponibili, progetti ancora assenti

Secondo quanto illustrato dall'assessore regionale ai Sistemi informativi Sebastiano Callari, il nodo resta la scarsa risposta delle compagnie nel tradurre i fondi disponibili in proposte operative. La normativa regionale, aggiornata all'inizio del 2025, consente di sostenere la realizzazione delle strutture necessarie nelle zone prive di copertura.

Il problema, però, è che quelle somme non sono state ancora utilizzate perché non sono arrivati progetti da parte degli operatori finalizzati a risolvere i punti più critici segnalati dai Comuni. In sostanza, il canale di finanziamento esiste, ma manca ancora il passaggio decisivo verso l'apertura dei cantieri.

Per il momento l'unico intervento già indicato riguarda la Valcellina, dove entro la fine del 2026 dovrebbe sorgere un nuovo impianto destinato a ospitare l'apparato di un operatore. Un segnale di movimento, ma ancora limitato se rapportato all'ampiezza delle difficoltà presenti nell'area montana del Pordenonese.

Non solo mobile: pesa anche il nodo del telefono fisso

Nel corso dell'incontro è emersa con forza anche la situazione delle linee fisse domestiche. I sindaci hanno segnalato tempi di ripristino considerati troppo lunghi quando si verificano guasti, con conseguenze pesanti soprattutto nei paesi più isolati e per le persone anziane.

Tra i casi richiamati c'è quello di Barcis, dove una donna di 87 anni è rimasta senza telefono fisso per oltre un mese e mezzo. Alla vicenda, secondo quanto riferito durante il tavolo, il gestore avrebbe prospettato come soluzione un indennizzo di circa cento euro per il periodo senza servizio.

Telefonia, nelle valli pordenonesi restano i buchi di segnale: 5 milioni ancora fermi

Per la Regione la questione non può essere letta solo come un disagio tecnico o commerciale. Nelle aree periferiche la possibilità di telefonare incide anche sulla sicurezza personale, ed è per questo che Callari ha invitato i Comuni a valutare, nelle situazioni più gravi, anche eventuali diffide nei confronti degli operatori.

La prova avviata a Tramonti di Sopra

Dal tavolo è arrivato anche un elemento di possibile interesse per il resto della montagna pordenonese: l'esperienza avviata dal Comune di Tramonti di Sopra con l'Università degli Studi di Udine. L'intesa punta a individuare, attraverso studio e test sul campo, le tecnologie più adatte a portare copertura nelle zone oggi escluse.

Fra le soluzioni esaminate c'è il sistema Das, basato sulla diffusione del segnale tramite piccoli ripetitori. È una tecnologia già impiegata anche in contesti complessi e che viene osservata come possibile risposta per i territori dove il mercato da solo non riesce a garantire il servizio.

Partendo dai risultati di questa sperimentazione, la Regione sta lavorando con il ministero delle Imprese e del made in Italy e con Infratel Italia Spa per arrivare a una convenzione che renda disponibile questa tecnologia ai territori senza costi per gli operatori. Per i Comuni delle valli pordenonesi resta questo il punto centrale: trasformare annunci e risorse in una copertura reale, stabile e accessibile.

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