Barcis, proseguono le ricerche di un turista tedesco: battuti i sentieri tra Zea e Pastour
Il 63enne non si è presentato al punto concordato a Prescudin. Sorvoli all’alba e squadre a terra impegnate nell’area montana sopra Barcis.
Le ricerche si concentrano sulle montagne sopra Barcis, dove da lunedì sera viene cercato un escursionista tedesco di 63 anni che non ha raggiunto il luogo fissato per il ricongiungimento con la compagna di viaggio. L’area sotto osservazione è quella dei sentieri tra il Bivacco Val di Zea e il Bivacco Pastour, in uno dei tratti più isolati del territorio pordenonese.
L’allarme è stato dato quando l’uomo non si è presentato a Villa Emma, a Prescudin, dove i due avevano stabilito di incontrarsi prima del rientro previsto in Germania. Da quel momento si è attivata la macchina dei soccorsi, con il coinvolgimento della Sores, della stazione di Maniago del Soccorso Alpino, dell’elisoccorso regionale e dei Vigili del fuoco.
Il punto di partenza del mancato rientro
La coppia stava affrontando un trekking di più giorni nella zona montana sopra Barcis. Tra sabato 23 e domenica 24 maggio aveva pernottato al Bivacco Val di Zea, ma la mattina successiva i due si erano separati.
Secondo le informazioni raccolte, la donna aveva deciso di interrompere l’itinerario e tornare verso valle, mentre il 63enne aveva scelto di proseguire da solo. Il programma era quello di ritrovarsi più tardi a Prescudin, ma l’uomo non è mai arrivato al punto concordato.
Sorvoli nella notte e nuovo controllo all’alba
Le prime verifiche sono iniziate nella serata di lunedì, attorno alle 21, anche con un volo notturno dell’elicottero sanitario regionale per cercare possibili tracce lungo il percorso montano. Le ricognizioni dall’alto non hanno però consentito di localizzare l’escursionista.
Nel corso della notte è stato controllato anche il Bivacco Bitter, raggiunto a piedi da due soccorritori partiti da Pian dei Tass. Il sorvolo è stato poi sospeso verso mezzanotte.
Alle 5.30 di questa mattina è seguito un nuovo passaggio aereo, questa volta con l’elicottero della Protezione Civile. Anche in questo caso, almeno finora, non sono emersi elementi decisivi per restringere con certezza l’area in cui cercare l’uomo.
Le difficoltà nella zona sopra Barcis
A rendere più complicato il lavoro delle squadre c’è anche l’abbigliamento del disperso, descritto nei toni del grigio e del nero, colori che tendono a confondersi facilmente con rocce, vegetazione e ombre del bosco.
Le operazioni proseguono dunque soprattutto a piedi, con una decina di operatori suddivisi in gruppi misti lungo i sentieri e nei punti ritenuti più probabili in base alla direzione che il turista potrebbe aver seguito dopo la separazione dalla compagna.
Per il momento il lavoro resta concentrato nel comprensorio montano di Barcis, con l’obiettivo di ricostruire gli ultimi spostamenti certi del 63enne e arrivare il prima possibile alla sua individuazione.