Casa Zanussi apre ai lavori del Galvani: a Pordenone debutta “Un Atlante di Mnemosyne”
Mercoledì 28 ottobre alle 14.30 la presentazione pubblica del progetto firmato da una quarantina di studenti del liceo artistico di Cordenons.
Un progetto nato tra i banchi del Liceo artistico Galvani di Cordenons arriva in centro a Pordenone e si trasforma in un appuntamento aperto alla città. Mercoledì 28 ottobre, alle 14.30, nella Sala Pizzinato di Casa Zanussi sarà inaugurato “Un Atlante di Mnemosyne”, lavoro collettivo costruito da circa 40 studenti delle classi seconde e quinte.
L’iniziativa mette in dialogo due realtà ben riconoscibili del territorio: da una parte la scuola superiore cordenonese, dall’altra uno degli spazi culturali più attivi del capoluogo. L’ingresso è libero e il progetto si presenta come un’esperienza immersiva, pensata non solo per essere osservata ma anche per far riflettere sul rapporto fra immagini, memoria e creatività umana.
Dal Galvani alla Sala Pizzinato
Alla base del lavoro c’è la collaborazione fra Rosmunda, nome d’arte di Maria Bressan, artista visiva, illustratrice e muralista che proprio al Galvani ha studiato, e Fulvio Dell’Agnese, presidente del Centro Iniziative Culturali Pordenone. Da questa intesa è nata un’idea corale che coinvolge direttamente gli studenti, chiamati a costruire un percorso visivo condiviso.
Lo spazio espositivo è stato ripensato come una superficie da abitare con segni, immagini e rimandi. Le pareti della sala sono state rivestite di fogli bianchi, poi trasformati in una mappa di riferimenti artistici, emozioni e associazioni personali. Il risultato prende la forma di un ambiente che unisce ricerca e sperimentazione.
Il riferimento a Warburg e al tema della memoria
Il titolo richiama Aby Warburg, storico dell’arte e studioso che ha dedicato i suoi lavori al modo in cui le immagini attraversano il tempo, riemergendo in epoche diverse con significati nuovi. Al centro della sua riflessione c’era Mnemosyne, figura della memoria, e l’idea che gesti, simboli ed espressioni non scompaiano davvero, ma continuino a riaffiorare nella cultura visiva.
Nel suo incompiuto “Atlante di Mnemosyne”, Warburg accostava opere lontane per origine e periodo, cercando connessioni profonde tra forme ed emozioni. Il progetto presentato a Pordenone riprende quello spunto e lo traduce in un laboratorio contemporaneo, affidato allo sguardo di ragazze e ragazzi che hanno lavorato per temi, posture e nuclei espressivi.
Una risposta artistica nel tempo dell’intelligenza artificiale
Il percorso assume anche un significato attuale. In un contesto in cui la produzione di immagini è sempre più segnata dagli strumenti automatici, il lavoro del Galvani rivendica il valore dell’esperienza diretta, della sensibilità individuale e del gesto creativo. Disegno spontaneo, collage e accostamenti liberi diventano così strumenti per affermare una presenza umana non sostituibile.
Per il pubblico del Pordenonese sarà l’occasione per vedere da vicino un progetto che mette insieme studio, pratica artistica e confronto con un grande tema culturale. L’appuntamento di Casa Zanussi porta quindi in primo piano non solo l’esito finale dell’opera, ma anche il legame tra formazione e vita culturale del territorio.
L’inaugurazione di mercoledì pomeriggio offrirà alla città un lavoro nato in ambito scolastico ma capace di parlare a un pubblico più ampio, mettendo al centro memoria, immagini e partecipazione collettiva.