Cinemazero cambia pelle per una sera: il 18 giugno Pordenone entra nelle videoinstallazioni

Sale, Mediateca e spazioZero diventano un unico percorso tra immagini, suoni e archivi cittadini con 32 studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma.

16 giugno 2026 16:27
Cinemazero cambia pelle per una sera: il 18 giugno Pordenone entra nelle videoinstallazioni -
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Per un giorno, in via Mazzini, il cinema si lascia alle spalle il formato abituale della proiezione e diventa uno spazio da percorrere. Giovedì 18 giugno, dalle 17 alle 23, Cinemazero ospita HAHAHAN’T, intervento diffuso che coinvolge l’intero complesso con videoinstallazioni, performance e ambienti sonori.

L’iniziativa porta a Pordenone 32 studenti e studentesse del corso di Videoinstallazione e Videoscultura dell’Accademia di Belle Arti di Roma, guidati da Daniele Puppi, artista originario della città e da tempo attivo negli Stati Uniti. Il pubblico non troverà quindi la consueta programmazione, ma un allestimento che ridisegna funzione e percezione degli spazi.

Un percorso che attraversa tutto il complesso

Il progetto non si concentra in una sola sala. Le quattro sale di Cinemazero, la Mediateca e spazioZero vengono messe in relazione come parti di un unico itinerario, pensato per essere attraversato liberamente.

Video, suoni, proiezioni e momenti musicali, compresa la musica dal vivo, costruiscono un ambiente in cui lo spettatore non resta fermo davanti allo schermo ma si muove dentro l’opera. L’impianto dell’evento punta proprio a superare la visione frontale tipica della sala cinematografica.

In questa trasformazione, anche l’architettura degli ambienti entra nel lavoro artistico. Le installazioni sono concepite per cambiare il rapporto tra immagine, corpo e spazio, rendendo l’esperienza più fisica e immersiva.

La parte più legata a Pordenone passa dalla Mediateca

Uno degli aspetti più interessanti dell’appuntamento riguarda il materiale scelto per una parte delle opere. In Mediateca, infatti, gli studenti hanno lavorato anche su filmati familiari conservati negli archivi, legati alla città, ai suoi paesaggi e alla sua memoria quotidiana.

Da quel patrimonio sono nati nuovi interventi visivi. È qui che la proposta sperimentale si collega in modo più diretto al territorio pordenonese, rileggendo immagini d’archivio e trasformandole in opere contemporanee.

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Il ritorno di Daniele Puppi nella sua città

HAHAHAN’T segna anche un ritorno a Pordenone per Daniele Puppi, che ha coordinato il gruppo dell’Accademia romana. La sua ricerca artistica lavora da anni sull’incontro tra suono, immagine, corpo e architettura, trattando la videoinstallazione come esperienza sensoriale e non soltanto come visione.

Questo metodo ha orientato anche il lavoro sviluppato con gli studenti. Lo stesso titolo del progetto suggerisce una frattura, una risata che si interrompe e cambia tono, in sintonia con un evento che interviene sugli spazi per alterarne l’equilibrio abituale.

Un esperimento che apre spazi ai giovani artisti

Per Cinemazero, l’appuntamento rappresenta anche una scelta precisa: mettere a disposizione i propri ambienti per una produzione collettiva di ricerca. Riccardo Costantini, responsabile degli eventi e degli Archivi, sottolinea il valore di un’occasione concreta offerta a chi sta iniziando il proprio percorso artistico.

Dal Comune, l’assessore alla Cultura Alberto Parigi legge invece l’iniziativa come un segnale della capacità di Pordenone di accogliere esperienze culturali contemporanee e di costruire relazioni con artisti e studenti provenienti da fuori città, in un quadro che si inserisce anche nel cammino verso la candidatura a Capitale italiana della Cultura 2027.

L’appuntamento con HAHAHAN’T è quindi fissato per giovedì 18 giugno, dalle 17 alle 23, nella sede di Cinemazero in via Mazzini 2, tra sale, Mediateca e spazioZero, per una serata in cui il cinema diventa altro senza uscire da sé.

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