Cinemazero, domenica arriva Viesturs Kairišs per presentare “Ulya”
A Pordenone l’incontro con il regista lettone del film dedicato a Ulyana Semjonova, passato a Cannes e scelto dal suo Paese per la corsa agli Oscar.
Un appuntamento che porta a Pordenone un titolo già osservato da vicino nel circuito internazionale del cinema. Domenica 25 ottobre, alle 16.15, Cinemazero ospiterà il regista lettone Viesturs Kairišs, atteso in sala per accompagnare la proiezione di “Ulya” e confrontarsi con il pubblico.
Per la città si tratta di una tappa di rilievo: il film è stato presentato a Cannes 2026 nella sezione Un Certain Regard ed è anche la proposta della Lettonia per gli Oscar. Un passaggio che aggiunge interesse a una proiezione destinata non solo agli appassionati di cinema d’autore, ma anche a chi segue le storie che intrecciano sport, identità e crescita personale.
Una figura dello sport raccontata sul grande schermo
Al centro del film c’è la vicenda di Ulyana Semjonova, nome entrato nella storia della pallacanestro mondiale. “Ulya” torna agli anni della sua adolescenza per raccontare il momento in cui una ragazza fuori misura per il proprio contesto inizia a intuire che proprio quella diversità potrà cambiare il suo destino.
La protagonista vive nella Lettonia orientale, nell’Unione Sovietica del 1964. La sua altezza, vicina ai due metri, pesa inizialmente come un marchio difficile da portare. Tutto prende una direzione diversa quando alcuni allenatori vedono una fotografia scolastica e colgono in quella ragazza un talento ancora da formare, portandola a Riga dentro un ambiente sportivo di alto livello.
Il linguaggio visivo scelto da Kairišs
Uno degli elementi che caratterizzano il lavoro di Kairišs è la scelta del bianco e nero, adottato per costruire un racconto essenziale e insieme molto curato sul piano visivo. L’impianto formale accompagna una storia che non si ferma al profilo della campionessa, ma insiste sul rapporto con il corpo, sul giudizio degli altri e sulla fatica di trovare il proprio posto.
Il film, scritto da Kārlis Arnolds Avots, usa dunque la biografia sportiva come punto di partenza per un percorso più ampio, in cui il talento non basta da solo e la conquista di sé conta quanto i risultati in campo.
Perché la proiezione di Pordenone richiama attenzione
L’arrivo del regista a Cinemazero dà alla data pordenonese un valore ulteriore, perché offre al pubblico la possibilità di incontrare direttamente l’autore di un’opera che ha già avuto visibilità internazionale. In una città che da anni mantiene un dialogo vivo con il cinema europeo, la presenza di Kairišs si inserisce in una programmazione che continua a cercare film capaci di aprire sguardi nuovi.
La figura di Semjonova, scomparsa l’8 gennaio scorso a 73 anni, resta del resto una delle più impressionanti nella storia del basket femminile: due ori olimpici, tre titoli mondiali, dieci europei, quindici campionati nazionali e undici Coppe dei Campioni con il TTT Riga. Numeri che spiegano la statura della campionessa, ma che da soli non esauriscono il senso del film.
L’appuntamento di domenica a Pordenone mette così insieme memoria sportiva e cinema contemporaneo, con una proiezione che promette di parlare tanto agli spettatori interessati alla grande pallacanestro quanto a chi cerca sullo schermo una storia di formazione e riscatto.