A Cinemazero l’ultimo appuntamento dedicato a Morricone: in sala il debutto di Dario Argento
Mercoledì 29 aprile a Pordenone si chiude il percorso su Ennio Morricone con “L’uccello dalle piume di cristallo”, introdotto da Roberto Calabretto.
Si avvia alla conclusione a Pordenone il ciclo che Cinemazero ha dedicato a Ennio Morricone, un percorso costruito attorno al rapporto tra il compositore e il grande schermo. L’ultimo appuntamento è in programma mercoledì 29 aprile alle 20.45 e porterà sullo schermo uno dei titoli più riconoscibili del cinema di genere italiano.
A chiudere la rassegna Ennio Morricone musicista del nostro tempo sarà infatti L’uccello dalle piume di cristallo, film del 1970 che segnò l’esordio alla regia di Dario Argento. L’incontro sarà introdotto dal professor Roberto Calabretto, docente di Discipline Musicologiche all’Università di Udine e coordinatore dell’intero progetto.
Il finale della rassegna a Pordenone
Nel corso delle settimane, il programma ha proposto al pubblico di Cinemazero un itinerario attraverso alcune collaborazioni decisive nella carriera del Maestro, mettendo in evidenza la sua capacità di adattare la scrittura musicale a registri, autori e atmosfere molto differenti tra loro.
Per la serata conclusiva la scelta è caduta su un’opera che unisce tensione narrativa, ricerca visiva e una partitura musicale rimasta impressa nella storia del cinema. Il film racconta la vicenda di uno scrittore americano che assiste a un tentato omicidio in una galleria d’arte di Roma e, convinto di aver notato un particolare fondamentale che però non riesce a mettere a fuoco, si ritrova trascinato in una spirale di paura, indagini e nuovi delitti.
Accanto a lui, nella ricerca della verità, c’è la fidanzata, mentre l’assassino continua a colpire. È da questo intreccio che Argento costruisce un meccanismo di suspense destinato a diventare un punto di riferimento per il thriller all’italiana.
Il peso di Morricone e lo sguardo di Storaro
Una parte importante della forza del film sta nel contributo di due figure centrali del cinema italiano: Ennio Morricone e Vittorio Storaro. Per Argento, Morricone compose le musiche dell’intera cosiddetta “Trilogia degli Animali”, ma già in questo primo capitolo il suo lavoro assume un rilievo decisivo.
La colonna sonora accompagna il racconto con toni inquieti, sensuali e oscuri, in piena sintonia con il clima disturbante della storia. Nel caso di questo film, il compositore arrivò anche a improvvisare le musiche di alcune sequenze, un episodio indicato come unico nella sua carriera.
Altrettanto determinante è il lavoro fotografico di Storaro, che restituisce una Roma lontana dalle immagini più consuete: non una città luminosa e monumentale, ma uno spazio teso, a tratti soffocante, fatto di architetture eleganti e zone periferiche più dure, spesso collocate nell’area del Flaminio.
Rivedere oggi L’uccello dalle piume di cristallo significa tornare a un’opera che ha aperto una strada precisa nel cinema di suspense italiano. Visionario, violento e stilisticamente riconoscibile, il film resta il punto di partenza di un autore che avrebbe poi lasciato un segno profondo nel cinema di genere internazionale, e rappresenta una chiusura coerente per una rassegna che a Pordenone ha raccontato Morricone come uno dei grandi interpreti del Novecento musicale e cinematografico.