Claut, cure e specialisti più vicini: la Regione apre ai servizi sanitari di Belluno
Via libera alla convenzione con il Veneto per il comune della Valcellina: accordo fino al 2027 per l’accesso a prestazioni, emergenze e assistenza dedicata.
Per chi vive a Claut, in alta Valcellina, la distanza dai servizi sanitari pesa ogni giorno. La decisione assunta dalla Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia va proprio in questa direzione: consentire ai residenti del comune di utilizzare una parte dell’offerta dell’Ulss 1 Dolomiti, in Veneto, seguendo una logica di prossimità già adottata per altri paesi della zona.
Il provvedimento riguarda circa 850 persone e recepisce una richiesta che da tempo arrivava dal territorio. L’intesa, proposta dall’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi e approvata il 16 ottobre, resterà in vigore fino al 31 dicembre 2027, in linea con gli accordi già operativi per Cimolais ed Erto e Casso.
Una risposta alle esigenze della Valcellina
Il nodo è soprattutto geografico. Da Claut raggiungere l’ospedale di Maniago significa affrontare oltre quaranta minuti di strada montana, mentre Longarone è più vicino. È su questo elemento che si fonda la scelta regionale, pensata per rendere più agevole l’accesso alle prestazioni sanitarie per una comunità che vive in un’area di confine.
Nella nota diffusa dopo l’approvazione, il consigliere regionale Markus Maurmair ha ricordato che l’aspettativa era stata espressa dall’amministrazione comunale di Claut, all’epoca guidata dal sindaco Gionata Sturam, insieme ai cittadini che avevano portato il tema anche all’attenzione di alcuni consiglieri del Friuli occidentale.
Cosa prevede l’accordo
Lo schema di convenzione ricalca quello già applicato negli altri due comuni confinanti. In caso di emergenza, su attivazione della Centrale operativa regionale del 112, potranno essere impiegati anche l’equipaggio di Longarone e l’elisoccorso di Pieve di Cadore.
Non si tratta solo di urgenze. I residenti di Claut potranno rivolgersi anche agli specialisti del Bellunese per diverse prestazioni, comprese riabilitazione e dialisi, con prescrizioni gestite secondo le priorità fissate dai medici delle due regioni.
Tra i servizi indicati rientrano inoltre l’accesso all’hospice di Belluno, con pratiche curate dal distretto delle Dolomiti friulane di Maniago, e la possibilità di utilizzare la residenza diurna per persone con disabilità presente nel territorio bellunese.
Il passaggio successivo tra Friuli Venezia Giulia e Veneto
Dopo l’approvazione dello schema, manca ora la sottoscrizione formale da parte delle due Regioni. L’accordo si inserisce nel sistema di collaborazione interregionale sulla mobilità sanitaria, uno strumento usato soprattutto nelle zone di confine per avvicinare i servizi ai cittadini.
Per la montagna pordenonese il tema resta centrale: tempi di percorrenza, viabilità e distanza dalle strutture incidono concretamente sulla vita quotidiana. In questo quadro, la convenzione per Claut rappresenta un tassello in più per garantire un accesso più pratico alle cure in un’area dove la geografia continua a fare la differenza.