Clauzetto ed Erto e Casso, riparte il Parco Genetico FVG: nuovo passaggio nei due comuni
A diciotto anni dalla prima indagine torna il monitoraggio nelle comunità coinvolte. Nel Pordenonese il progetto farà tappa a Clauzetto ed Erto e Casso.
Nel nuovo ciclo del Parco Genetico del Friuli Venezia Giulia ci sono anche due realtà della provincia di Pordenone: Clauzetto ed Erto e Casso. Il programma riprende a distanza di 18 anni dalla prima fase e riporta sul territorio un lavoro di aggiornamento dei dati raccolti allora, con un ritorno diretto nelle comunità che avevano partecipato allo studio iniziale.
Per il territorio pordenonese il dato più rilevante è proprio questo: due comuni tornano al centro di un progetto sanitario e scientifico di lungo periodo, costruito non soltanto sull'analisi dei profili genetici, ma anche sulle caratteristiche sociali, storiche e ambientali delle popolazioni coinvolte.
Le tappe che riguardano il territorio
Il percorso partirà da Sauris il 12 ottobre 2026. Dopo la prima tappa sono previsti gli incontri a Illegio nel mese di novembre e a San Martino del Carso a gennaio. In seguito il follow-up raggiungerà anche gli altri comuni già interessati nella fase originaria, quindi Clauzetto, Erto e Casso, Resia e ancora le altre comunità inserite nel progetto regionale.
Il calendario dettagliato e le modalità con cui i residenti potranno partecipare saranno comunicati attraverso i canali ufficiali delle amministrazioni comunali. Anche per i centri del Pordenonese, quindi, i prossimi passaggi organizzativi arriveranno direttamente a livello locale.
Perché si torna nei paesi dopo tanti anni
L'obiettivo del nuovo monitoraggio è verificare come siano cambiati nel tempo i dati emersi nella prima ricerca. Non si tratta solo di aggiornare archivi e statistiche: il progetto punta anche a restituire alle persone coinvolte i risultati maturati in questi anni e a riaprire un confronto con medici e ricercatori.
Per comunità come Clauzetto ed Erto e Casso questo significa essere nuovamente parte attiva di un'indagine che mette insieme salute, contesto di vita e specificità locali. Il coinvolgimento dei residenti resta infatti un elemento centrale del lavoro annunciato dai promotori.
I numeri della prima esperienza
Nella fase iniziale erano state coinvolte più di 2.200 persone distribuite nei sei territori selezionati in regione. Da quel patrimonio informativo sono nati oltre 60 lavori scientifici pubblicati su riviste specialistiche, insieme a collaborazioni sviluppate con reti di ricerca internazionali.
La base dello studio era l'analisi dei fattori genetici e ambientali legati a patologie e tratti complessi. Il nuovo passaggio servirà ora a capire l'evoluzione di quel quadro e ad ampliare ulteriormente le informazioni disponibili.
Chi segue il nuovo follow-up
Il coordinamento del progetto vede insieme l'IRCCS Burlo Garofolo e l'Università degli Studi di Trieste, con il sostegno delle Fondazioni Casali e di Beneficentia Stiftung. Nelle attività saranno impegnati anche giovani ricercatori e medici in formazione, chiamati a lavorare sia nella raccolta dei dati sia nel rapporto con le comunità.
Per i comuni della provincia di Pordenone coinvolti, il ritorno del Parco Genetico FVG rappresenta dunque una nuova occasione di partecipazione a un percorso di ricerca che negli anni ha mantenuto un legame concreto con i territori. I prossimi aggiornamenti, a partire dalle date operative per Clauzetto ed Erto e Casso, saranno definiti dai canali istituzionali locali.