Clauzetto, la strada per uscire dall’emergenza passa dalla variante sulla Pn 22
Presentato in municipio il percorso che dovrebbe portare al nuovo tracciato in Val Cosa: investimento da 5,3 milioni, gara lavori attesa nel 2027
Per Clauzetto il nodo non è soltanto viario: riguarda la tenuta dei collegamenti di un’intera area montana che da anni convive con la fragilità del versante sulla Val Cosa. La risposta individuata dalla Regione è un nuovo tracciato destinato a evitare il punto più esposto della Pn 22, con l’obiettivo di dare continuità agli spostamenti e ridurre il peso dei disagi su residenti e attività.
Il progetto è stato illustrato in municipio nel corso di un incontro pubblico dedicato allo stato dell’intervento. A presentare il quadro è stata l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante, affiancata dai tecnici e dai vertici di Edr Pordenone e dal sindaco di Clauzetto Giuliano Cescutti.
La soluzione scelta punta a superare il tratto interessato dal movimento del terreno con una viabilità alternativa stabile, pensata non come misura temporanea ma come opera strutturale. In attesa dei passaggi successivi, resta attivo il controllo costante del fronte franoso e continua a valere il piano predisposto per la circolazione alternativa.
Un’opera pensata per stabilizzare i collegamenti
Il finanziamento complessivo messo sul tavolo ammonta a 5,3 milioni di euro. L’intervento era stato avviato dalla Regione già nel 2025 e, nei mesi successivi, il Documento di fattibilità delle alternative progettuali ha indicato come preferibile la cosiddetta “variante corta”.
Secondo quanto emerso nell’incontro, questa opzione è stata ritenuta la più adatta per equilibrio tra spesa prevista, benefici per il territorio, profilo della sicurezza e attenzione agli aspetti ambientali. La linea seguita è quella di un collegamento più affidabile, capace di evitare il ripetersi di chiusure e limitazioni che hanno segnato gli ultimi anni.
Le scadenze del progetto
Un passaggio importante è arrivato nel febbraio scorso con l’affidamento della progettazione al Raggruppamento temporaneo di imprese incaricato di sviluppare l’opera. L’attività è partita il 9 marzo 2026 e segue un calendario già definito.
Il cronoprogramma assegna 100 giorni alla redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica e ulteriori 45 giorni per arrivare al livello esecutivo. Se i pareri e i nulla osta richiesti, in particolare sul versante paesaggistico e ambientale, arriveranno nei tempi previsti, l’approvazione del progetto esecutivo potrà essere raggiunta entro la fine dell’anno.
Il passo successivo sarà la procedura per affidare i lavori. L’indicazione fornita dalla Regione colloca la gara all’inizio del 2027, avvicinando così una fase operativa attesa da tempo in una zona dove ogni interruzione pesa in modo concreto sulla vita quotidiana.
Il ricorso al Bim
Per la progettazione e per la futura realizzazione verrà utilizzato anche il sistema Bim, il Building Information modeling. Si tratta di un modello digitale che consente di seguire l’opera in modo integrato, controllando sviluppo, tempi e costi durante le diverse fasi.
La scelta viene letta come uno strumento utile a coordinare meglio i soggetti coinvolti e a limitare criticità in fase progettuale ed esecutiva. In un intervento delicato sotto il profilo tecnico, la gestione digitale può diventare un supporto importante per tenere insieme aspetti infrastrutturali, territoriali e ambientali.
Il precedente che ha segnato il territorio
A rendere ancora più urgente una soluzione definitiva è stato anche quanto accaduto nel novembre 2023, quando dal colle Cuel Zuàrt si staccarono circa 10mila metri cubi di materiale. Quell’episodio portò all’isolamento del paese e alla chiusura della strada per mesi, lasciando un segno profondo nella comunità locale.
Durante l’incontro è stato ricordato come l’area di Clauzetto sia da tempo esposta a fenomeni di instabilità. Proprio per questo la nuova variante viene considerata un passaggio decisivo non solo per risolvere un problema viario, ma per dare maggiore continuità e sicurezza a uno dei collegamenti più delicati del Pordenonese montano.