Caro carburanti, ecco l’allarme di Confagricoltura Fvg

Confagricoltura Fvg denuncia l’esclusione del gasolio agricolo dal decreto contro il caro carburanti.

21 marzo 2026 20:07
Caro carburanti, ecco l’allarme di Confagricoltura Fvg -
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Il mondo agricolo del Friuli Venezia Giulia alza la voce dopo il decreto legge varato dal Governo per fronteggiare il caro carburanti. Al centro delle critiche c’è l’assenza di misure dedicate al gasolio agricolo, una scelta che secondo Confagricoltura Fvg rischia di pesare in modo rilevante sui conti delle imprese del comparto, già messe sotto pressione dall’aumento dei costi energetici e produttivi.

A esprimere forte preoccupazione è il presidente regionale Nicolò Panciera, che definisce questa esclusione “a dir poco criticabile”, sottolineando come l’agricoltura resti uno dei settori più esposti all’impatto dei rincari. Una presa di posizione che si inserisce nel dibattito già aperto sul peso del diesel alle stelle per le categorie produttive del territorio, come già evidenziato nell’approfondimento sul caro diesel e imprese del Nordest sotto pressione.

Secondo Confagricoltura Fvg, il decreto interviene in modo parziale, prevedendo sì una riduzione temporanea delle accise e strumenti di sostegno per alcuni comparti, ma lasciando fuori proprio il settore agricolo, che invece avrebbe bisogno di risposte immediate e mirate. Il provvedimento, infatti, introduce per circa venti giorni un taglio delle accise che vale all’incirca 25 centesimi al litro, Iva inclusa, oltre a specifici crediti d’imposta a favore dell’autotrasporto e della pesca.

Per il gasolio agricolo, però, non è prevista alcuna misura specifica. Ed è proprio su questo punto che si concentra la critica dell’associazione, convinta che il mancato inserimento di interventi dedicati generi una disparità evidente tra i diversi mondi produttivi. Per il comparto primario, osserva Panciera, i benefici indiretti sono praticamente nulli e non riescono in alcun modo a compensare l’incremento dei costi registrato negli ultimi mesi.

Confagricoltura Fvg richiama l’attenzione su un aspetto preciso: l’agricoltura, soprattutto nei segmenti più energivori come zootecnia, serre e lavorazioni intensive, dipende in misura rilevante dal costo dei carburanti e dell’energia. L’assenza di un sostegno diretto rischia quindi di compromettere la sostenibilità economica di molte aziende, in una fase già complessa per il settore.

Panciera sottolinea anche come non ci sia stata la necessaria attenzione neppure per il costo di energia e gas destinati al riscaldamento di strutture produttive come serre e allevamenti. In un quadro del genere, il rischio paventato è quello di creare effetti distorsivi tra comparti produttivi diversi, premiando alcuni e lasciandone altri senza strumenti adeguati per affrontare l’emergenza. Un contesto che si intreccia anche con le più ampie fragilità del tessuto economico regionale, tra imprese, servizi e sostenibilità dei costi, come dimostra pure il dibattito sul ruolo dei servizi pubblici e dell’efficienza raccontato nella vicenda della nuova sede Net a Udine.

Nel merito del decreto, Confagricoltura Fvg evidenzia come il vantaggio per le imprese agricole sarebbe comunque irrilevante, proprio perché il gasolio agricolo gode già di un regime agevolato con un’accisa ridotta pari al 22%, calcolata su un’accisa di riferimento di 632,4 euro ogni 1.000 litri. Di conseguenza, la riduzione introdotta dal Governo non avrebbe effetti reali sull’aumento dei prezzi che il comparto sta subendo.

Secondo l’associazione, il costo del gasolio agricolo avrebbe ormai registrato rincari superiori al 30%, e dunque il sistema attuale non offre alcuna risposta concreta a chi lavora quotidianamente nei campi, negli allevamenti o nelle strutture di produzione. Da qui la richiesta di introdurre anche per l’agricoltura una misura analoga a quella prevista per autotrasporto e pesca, seguendo un modello già adottato in passato.

La posizione di Confagricoltura Fvg è netta: la riduzione temporanea deve essere estesa al gasolio agricolo per evitare che il comparto resti penalizzato rispetto ad altre categorie. L’associazione chiede quindi un intervento rapido, capace di riconoscere il peso reale dei costi energetici sulle imprese agricole e di evitare squilibri nel sistema produttivo.

Panciera ricorda che una misura di questo tipo era già stata introdotta nel 2022, e per questo ritiene incomprensibile la scelta di non riproporla oggi in una fase in cui le aziende continuano a fare i conti con margini ridotti, rincari diffusi e una crescente difficoltà nel programmare investimenti e attività. In Friuli Venezia Giulia, dove il mondo agricolo rappresenta una componente essenziale dell’economia e dell’identità territoriale, il tema si lega anche alla tenuta complessiva delle aree produttive e rurali, al pari di altri dossier strategici come quello della rigenerazione urbana nei piccoli Comuni del Fvg, che richiama il bisogno di politiche strutturali e non solo emergenziali.

Confagricoltura Fvg riconosce l’intenzione del Governo di contrastare le possibili speculazioni che alimentano gli aumenti dei prezzi alla pompa, ma ribadisce che una misura generale, se non accompagnata da strumenti specifici, rischia di lasciare scoperti proprio i settori più vulnerabili. L’agricoltura, sostiene l’associazione, non può essere trattata come un comparto marginale, perché è chiamata ogni giorno a reggere l’urto di costi crescenti su carburanti, energia, mangimi, trasporti e lavorazioni.

Il messaggio che arriva dal Friuli Venezia Giulia è quindi molto chiaro: servono interventi mirati, capaci di leggere le differenze tra i comparti e di garantire condizioni eque per tutti. In assenza di correttivi, il pericolo è che molte aziende agricole si trovino a sostenere un peso sproporzionato, con ricadute non solo sui bilanci delle imprese ma anche sulla filiera agroalimentare e sulla competitività del settore. In una regione dove agricoltura, turismo e impresa si intrecciano sempre di più, come accade anche in territori ad alta vocazione economica e stagionale come Jesolo, tra i Comuni più digitali del bacino Veritas, il tema dei costi di esercizio torna così ad assumere un valore strategico per il futuro.

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