Cordenons, fondi regionali per portare la telemedicina nelle case di riposo dell’Asp

Previsto un contributo da 220mila euro per una sperimentazione rivolta agli anziani non autosufficienti accolti nelle strutture dell’Asp Cordenonese.

16 ottobre 2026 20:11
Cordenons, fondi regionali per portare la telemedicina nelle case di riposo dell’Asp -
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Un investimento regionale punta a cambiare, almeno in parte, il modo in cui vengono seguiti gli anziani ospitati nelle strutture residenziali del territorio. All’Asp Cordenonese Virginia Fabbri Taliento sono destinati 220mila euro per avviare una fase sperimentale di telemedicina dedicata alle persone accolte nelle sue sedi.

La misura è contenuta in un emendamento al disegno di legge 95, quello sulle Misure finanziarie multisettoriali 2026. Il finanziamento è stato commentato dalla consigliera regionale della Lega Lucia Buna, che ha indicato nel progetto un passaggio utile per rafforzare il controllo delle condizioni cliniche degli ospiti e rendere più efficace la presa in carico.

Che cosa può cambiare per le strutture del territorio

Il punto più concreto riguarda la possibilità di effettuare verifiche sanitarie e accertamenti direttamente all’interno delle residenze, senza spostare ogni volta pazienti fragili o non autosufficienti. Per una realtà come quella del Cordenonese, dove l’assistenza agli anziani richiede continuità e organizzazione, il beneficio atteso riguarda prima di tutto la gestione quotidiana.

Ridurre i trasferimenti significa infatti alleggerire i disagi per gli ospiti e, allo stesso tempo, limitare quegli accessi ai pronto soccorso che potrebbero essere evitati con un monitoraggio più vicino e tempestivo. La sperimentazione si muove proprio in questa direzione, mettendo la tecnologia al servizio dell’assistenza ordinaria.

Il progetto pilota finanziato con il ddl 95

Secondo quanto riferito nella nota diffusa il 16 ottobre, l’intervento nasce come progetto pilota. L’obiettivo non è solo introdurre strumenti digitali, ma anche migliorare il raccordo tra figure sanitarie, operatori e familiari coinvolti nei percorsi di cura.

La telemedicina, in questo schema, viene presentata come un supporto per condividere meglio le informazioni cliniche e seguire con maggiore continuità le condizioni delle persone anziane ospitate nelle residenze. Un modello che, se darà risultati positivi, potrà essere preso in considerazione anche in altre strutture pubbliche regionali dedicate alla non autosufficienza, attraverso specifiche convenzioni.

Il commento politico e il possibile sviluppo

Buna ha definito il contributo un’opportunità importante per l’Asp Cordenonese Virginia Fabbri Taliento, sottolineando il valore di una sperimentazione capace di rispondere ai bisogni degli anziani e delle loro famiglie. Nella stessa dichiarazione ha anche ringraziato l’assessore regionale Riccardo Riccardi per la scelta di sostenere questo percorso.

Per il Pordenonese si tratta ora di capire tempi e modalità di attivazione del progetto. Il dato già certo è la disponibilità del finanziamento: 220mila euro che dovranno tradursi in strumenti, organizzazione e nuove pratiche assistenziali dentro le strutture, con l’obiettivo di offrire controlli più vicini agli ospiti e una gestione sanitaria meno gravosa per chi vive condizioni di maggiore fragilità.

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