Da Casarsa al Vermont, l’invito a Greg Linteris chiude il viaggio di Efasce negli Stati Uniti
La missione dell’associazione dei pordenonesi nel mondo ha toccato Pennsylvania e Vermont, con nuovi contatti tra le comunità emigrate e uno sguardo al 2027.
Le radici di una famiglia partita dal territorio tra Casarsa della Delizia e San Vito al Tagliamento sono riapparse al centro dell’ultima tappa americana di Efasce. La delegazione dell’associazione, guidata dal presidente Angioletto Tubaro con la vicepresidente Luisa Forte, ha concluso infatti negli Stati Uniti una missione costruita attorno ai legami tra il Pordenonese e le comunità emigrate oltreoceano.
Il passaggio più simbolico è stato l’incontro in Vermont con l’astronauta statunitense Greg Linteris, discendente di emigranti friulani. Da quel confronto è arrivata anche una disponibilità che guarda direttamente al territorio: la possibile partecipazione di Linteris a un appuntamento previsto a Pordenone il prossimo anno, nell’ambito delle iniziative collegate a Pordenone Capitale della cultura italiana.
Un nome legato a Casarsa e San Vito
Per la provincia di Pordenone il riferimento è particolarmente significativo, perché le origini familiari dell’astronauta rimandano proprio all’area tra Casarsa della Delizia e San Vito al Tagliamento. Durante l’incontro, Efasce ha voluto sottolineare questo rapporto con la terra d’origine anche attraverso alcuni doni, tra cui una raccolta di fotografie di Elio Ciol messa a disposizione dal sindaco di Casarsa Claudio Colussi.
Linteris è ricordato anche per un gesto che negli anni ha assunto un forte valore identitario per i friulani nel mondo: nel 1997, durante una missione dello Shuttle, portò con sé la bandiera del Friuli. Per l’associazione pordenonese, quel segno continua a rappresentare un legame concreto tra le generazioni emigrate e il territorio da cui tutto è partito.
La Pennsylvania e i rapporti con le comunità locali
Prima della tappa finale, la missione ha fatto base in Pennsylvania con incontri a Pittsburgh e Philadelphia. In queste città la delegazione ha lavorato soprattutto sul rafforzamento dei rapporti con i segretariati locali e con i corregionali di seconda e terza generazione, molti dei quali continuano a cercare un rapporto vivo con il Friuli e con il Pordenonese.
A Pittsburgh c’è stato il confronto con una rappresentanza del segretariato guidato da Pierre Brun. In quell’occasione, come ha spiegato Luisa Forte, sono state messe a fuoco alcune linee di lavoro per coinvolgere in modo più stabile i discendenti delle famiglie emigrate presenti nell’area, aprendo anche una collaborazione con il Centro di Cultura Italiana “Istituto Mondo Italiano”, fondato da Viviana Altieri.
A Philadelphia il programma ha avuto anche un profilo istituzionale. La delegazione ha incontrato il Console d’Italia Nico Frandi, che ha espresso una valutazione positiva sull’attività del segretariato locale coordinato da Rosemary Maieron, indicandolo tra le realtà associative italiane più dinamiche della città.
Italiano, soggiorni estivi e attesa per il 2027
Nel confronto con i corregionali di Philadelphia è emerso un dato che interessa direttamente anche il nostro territorio: resta forte il desiderio di mantenere un filo con l’Italia e in particolare con il Friuli. Secondo Tubaro, tra le iniziative più apprezzate ci sono i corsi di lingua italiana e i soggiorni estivi promossi da anni con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, insieme alle attività di Efasce supportate anche da Fondazione Friuli e Comune di Pordenone.
Nel bilancio del viaggio, la delegazione ha registrato inoltre un’attenzione crescente per il 2027 e per gli appuntamenti culturali che coinvolgeranno Pordenone. L’obiettivo dell’associazione è portare dentro quel percorso anche la voce delle comunità all’estero, trasformando l’interesse dei discendenti degli emigranti in una presenza concreta.
Si chiude così una missione che, oltre agli incontri istituzionali, ha rimesso al centro i legami del Pordenonese con la propria diaspora: dai segretariati della Pennsylvania fino al colloquio con Greg Linteris, con l’idea di far arrivare a Pordenone nei prossimi mesi una testimonianza che parte da lontano ma torna a parlare direttamente a questo territorio.