Da Pordenone a Roma, il contributo di Itaca al dibattito su parole e inclusione
La cooperativa pordenonese protagonista a Legacoop con la voce “neurodivergente” nel Glossario Fragile, al centro di una giornata per giornalisti.
Nel confronto nazionale su come raccontare il sociale senza semplificazioni o etichette improprie, Pordenone ha portato un contributo concreto. A Roma, nella sede di Legacoop, la cooperativa sociale Itaca ha partecipato alla giornata del 9 luglio 2026 dedicata al rapporto tra informazione, inclusione e responsabilità del linguaggio.
Per la realtà pordenonese, il passaggio più significativo è stato l’ingresso della voce “neurodivergente” nel Glossario Fragile, strumento promosso da Legacoopsociali per riflettere sulle parole usate quando si parla di cura, differenze, vulnerabilità e servizi alla persona.
Il contributo arrivato da Itaca
A curare la nuova voce è stato Fabio Della Pietra, giornalista dell’ufficio stampa di Itaca. Il suo intervento è stato inserito nel panel “Raccontare l’inclusione”, spazio di discussione dedicato a come il giornalismo descrive funzionamenti diversi, percorsi di partecipazione e contesti sociali complessi.
Il tema non si è fermato alla sola correttezza terminologica. Dal seminario è emersa soprattutto una questione di sguardo: il modo in cui si nominano persone e situazioni incide infatti sulla rappresentazione pubblica delle comunità e sul modo in cui vengono percepite.
Una giornata di formazione per chi fa informazione
L’iniziativa si è svolta all’interno di “Comunicare Controvento”, appuntamento del Gruppo nazionale Comunicazione di Legacoopsociali. Il corso, organizzato con l’Ordine dei Giornalisti del Lazio, era rivolto ai professionisti dell’informazione e ha riunito anche comunicatori, docenti universitari e referenti della cooperazione sociale.
I lavori si sono articolati in tre panel: linguaggi di genere, racconto dell’inclusione ed economia sociale nelle notizie. Il filo che ha tenuto insieme i diversi interventi è stato il valore delle parole come scelta editoriale, culturale e deontologica.
Le voci del confronto nazionale
Il coordinamento della mattinata è stato affidato a Giuseppe Manzo di Legacoopsociali. Nel panel conclusivo, il direttore dell’Ansa Luigi Contu ha richiamato il tema dell’affidabilità dell’informazione nel quadro della transizione digitale dell’agenzia.
Andrea Volterrani ha proposto invece una riflessione sul lessico, suggerendo di preferire il concetto di vulnerabilità a quello di fragilità e invitando il terzo settore a non rinchiudersi in spazi comunicativi separati. Sul fronte delle rappresentazioni pubbliche, Gaia Peruzzi, docente della Sapienza Università di Roma, ha posto l’accento sulla necessità di costruire narrazioni più equilibrate e rispettose delle differenze.
Durante l’incontro è intervenuta anche Sabrina Carreras di RaiNews, che ha riportato l’attenzione su alcuni criteri utili nel racconto giornalistico del femminicidio, indicato come esito estremo di un contesto di violenza. Nel panel dedicato all’inclusione, insieme a Della Pietra, hanno preso parte al confronto anche Ivano Maiorella del Consiglio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio e Fabrizio Minnella della Fondazione Con il Sud.
Dal Glossario Fragile a nuove sperimentazioni
Nel corso della giornata è stata presentata anche un’estensione del progetto in ambito penitenziario, con l’esperienza avviata nel carcere di Milano-Opera. A illustrarla è stata Giusy Palumbo, dell’ufficio stampa di Legacoop Lombardia, che ha parlato di un percorso destinato a confluire in un glossario costruito a partire dal punto di vista di chi vive la detenzione.
Nell’ultima parte dei lavori, il linguaggio è stato messo in relazione anche con il racconto dell’impresa sociale. Mirko Loche, dell’ufficio stampa di Legacoop Umbria, ha indicato nella parola “collaborazione” una chiave per leggere il lavoro cooperativo come metodo e come organizzazione delle responsabilità condivise.
A chiudere il confronto è stato il presidente nazionale di Legacoopsociali Massimo Ascari, che ha collocato la due giorni nel percorso avviato dopo la campagna Controvento e gli Stati Generali del 2025. Per Pordenone, la presenza di Itaca in questo contesto nazionale conferma il ruolo che anche dal territorio può arrivare nel definire un linguaggio più preciso e più attento quando si raccontano le persone e il sociale.