Da Pordenone al Piave: la Compagnia di Arti e Mestieri inaugura il festival di San Donà

Il 2 settembre la formazione pordenonese porta a Chiesanuova “Storie di fiume, fiume di storie”, lavoro teatrale dedicato alla memoria del Piave.

29 agosto 2026 13:15
Da Pordenone al Piave: la Compagnia di Arti e Mestieri inaugura il festival di San Donà -
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Sarà una realtà culturale di Pordenone a firmare l’avvio del Fiume Festival 2026 a San Donà di Piave. Mercoledì 2 settembre, alle 18.30, la Compagnia di Arti e Mestieri salirà in scena in località Chiesanuova con “Storie di fiume, fiume di storie”, proposta a ingresso libero.

Per il territorio pordenonese si tratta di una presenza che porta fuori provincia un percorso artistico costruito da anni attorno ai temi dell’acqua, della memoria e del rapporto tra paesaggio e comunità. Al centro dell’appuntamento ci sarà il Piave, osservato non soltanto come corso d’acqua ma come elemento che ha segnato vita quotidiana, lavoro e immaginario collettivo.

Lo spettacolo è scritto, diretto e interpretato da Bruna Braidotti, con Nicola Milan alla fisarmonica. La scelta degli organizzatori di aprire la dodicesima edizione del “Fiume Festival - Sguardi” con la compagnia pordenonese dà rilievo a un’esperienza teatrale che da tempo intreccia ricerca, tradizione orale e racconto dei territori.

La Compagnia di Arti e Mestieri di Pordenone apre il Fiume Festival 2026 a San Donà

Un debutto che parte dalle rive del Piave

L’inaugurazione della rassegna promossa dal Comune di San Donà di Piave si terrà lungo il fiume, in uno spazio che dialoga direttamente con il tema del lavoro scenico. La rappresentazione prende forma attorno a una figura femminile del mito d’acqua, l’Anguana, presenza ricorrente nelle leggende legate a sorgenti e corsi fluviali.

Nel racconto teatrale questa creatura riemerge sulla riva come custode di memorie antiche. Attraverso la sua voce riaffiora un tempo in cui le popolazioni cercavano nei fiumi protezione, abbondanza e un senso di appartenenza condivisa, anche attraverso gesti rituali e momenti comunitari.

Il fiume come protagonista della scena

La drammaturgia segue il Piave nelle sue molte dimensioni: la conformazione del territorio, la navigazione, la pesca, la vita sulle sponde, i passaggi storici segnati da dominazioni e conflitti. Dentro questo percorso entrano anche le trasformazioni più recenti, con i danni e le alterazioni provocate dall’azione dell’uomo.

Durante lo spettacolo l’Anguana, in veste popolare, prepara un piccolo pesce da offrire al pubblico. È un gesto simbolico che accompagna il racconto e rafforza il legame tra scena e tradizione, facendo del fiume una presenza concreta, viva, capace di nutrire e insieme di custodire la memoria delle comunità attraversate.

Una ricerca nata molti anni fa

“Storie di fiume, fiume di storie” prende origine da un lungo lavoro di ricerca portato avanti da Bruna Braidotti insieme a Giulio Ferretti da oltre trent’anni. Il percorso si concentra sui fiumi, sulle popolazioni rivierasche e sulle figure leggendarie collegate all’acqua, dando vita nel tempo a una vera e propria drammaturgia fluviale.

Questo impianto cambia di volta in volta in base al corso d’acqua e al contesto in cui lo spettacolo viene ospitato. Le versioni realizzate finora hanno superato il centinaio, mantenendo però una linea comune: riportare in primo piano il rapporto tra natura, memoria e identità collettiva.

La Compagnia di Arti e Mestieri di Pordenone apre il Fiume Festival 2026 a San Donà

Per chi segue da vicino l’attività della compagnia pordenonese, restano disponibili i contatti 0434 40115 e 340 0718557. L’appuntamento di San Donà rappresenta intanto una nuova vetrina fuori città per una realtà artistica che continua a far viaggiare il nome di Pordenone attraverso il teatro di ricerca.

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