Da Pordenone il punto sul Fesr: nuove risorse a imprese e cultura, 58 misure già partite

Nel capoluogo l’aggiornamento sul programma regionale 2021-2027: 452 milioni attivati e altri 4 milioni in arrivo per manifattura e progetti culturali

16 luglio 2026 13:52
Da Pordenone il punto sul Fesr: nuove risorse a imprese e cultura, 58 misure già partite -
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Il nuovo passaggio del programma Fesr regionale è stato messo a fuoco a Pordenone, dove la Regione ha aggiornato lo stato di avanzamento dei fondi europei 2021-2027 e presentato due interventi aggiuntivi che toccano il sistema produttivo e il versante culturale.

Il quadro complessivo parla di 58 procedure avviate sulle 86 previste, per un valore pari a 452 milioni di euro. I progetti che hanno già ottenuto finanziamento sono 2.437, mentre quelli conclusi arrivano a 1.389.

Accanto a questi numeri, l’attenzione si è concentrata su nuove disponibilità per circa 4 milioni di euro: la parte principale, 3,5 milioni, è destinata alle imprese manifatturiere; altri 542.500 euro andranno invece a iniziative legate ai luoghi della cultura nelle Valli del Torre e del Natisone.

Pordenone al centro dell’aggiornamento regionale

L’incontro ospitato in città ha avuto anche un valore politico e operativo, perché ha riunito il tavolo di partenariato chiamato a esaminare i nuovi bandi. È qui che è stato fatto il punto sul percorso del Programma regionale Fesr, in una fase che la Regione considera ormai pienamente avviata.

A illustrare i dati è stata l’assessore alle Finanze Barbara Zilli, che ha richiamato i risultati già raggiunti e la prosecuzione del lavoro sulle misure ancora da attivare. L’impostazione resta quella di accompagnare sia la competitività delle aziende sia la crescita dei territori più esposti alla fragilità.

Il bando più consistente guarda al manifatturiero

Per il tessuto economico, e quindi anche per un’area come quella pordenonese dove la manifattura ha un peso storico, la novità più rilevante è il bando da 3,5 milioni di euro rivolto a micro, piccole e medie imprese del settore.

L’obiettivo indicato dalla Regione è favorire il passaggio verso modelli produttivi più vicini ai principi dell’economia circolare. In concreto, la misura punta a sostenere processi innovativi e più sostenibili, aiutando le aziende a ripensare organizzazione, filiere e uso delle risorse.

Secondo quanto spiegato da Zilli, il provvedimento si inserisce in un percorso già sviluppato anche con l’assessore alle Attività produttive Sergio Bini e collegato agli strumenti di Fvg Plus, con l’idea di rafforzare crescita, innovazione e sostenibilità attraverso soluzioni finanziarie dedicate.

Un intervento mirato per i siti culturali delle Valli del Torre e del Natisone

La seconda misura ha una dimensione territoriale più circoscritta e mette a disposizione 542.500 euro per i siti pubblici della cultura nell’area interna delle Valli del Torre e del Natisone.

Le risorse serviranno a sostenere opere di riqualificazione, riattivazione e rigenerazione di spazi culturali e immobili pubblici oggi poco utilizzati o dismessi. Il bando riguarda musei, collezioni artistico-culturali e altri luoghi che possono diventare leve di sviluppo locale.

Nelle intenzioni della Regione, questi interventi dovranno favorire attività culturali e creative capaci di produrre inclusione sociale e nuove opportunità, in coerenza con la strategia territoriale condivisa con le comunità locali.

Lo stato del programma e la linea sulle aree più fragili

L’aggiornamento presentato a Pordenone conferma che il programma Fesr 2021-2027 è entrato in una fase concreta, con una parte consistente delle procedure già avviata e un numero elevato di progetti finanziati. Il tavolo di partenariato resta uno snodo importante per accompagnare l’attuazione delle misure e definire i passaggi successivi.

Nel ragionamento regionale, il sostegno alle imprese e la valorizzazione dei luoghi della cultura fanno parte di una stessa strategia: da una parte rafforzare il sistema produttivo, dall’altra costruire sviluppo duraturo nelle aree interne e montane attraverso servizi, recupero degli spazi pubblici e nuove funzioni per gli immobili sottoutilizzati.

Per il Friuli occidentale, dove il nodo della competitività industriale resta centrale, l’aggiornamento arrivato dal capoluogo conferma soprattutto un dato: le risorse europee stanno già muovendo investimenti concreti e i prossimi bandi potranno incidere sia sul lavoro delle imprese sia sulla capacità dei territori di rimettere in valore il proprio patrimonio.

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