Dalla Val Tramontina al centro di Pordenone: prende forma il percorso artistico verso il 2027
Dal 29 giugno una residenza tra Tramonti di Sopra e Tramonti di Sotto. Il 22 luglio prima tappa pubblica in città, poi la mostra urbana “Frammenti”.
Il cammino di avvicinamento a Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 passa anche dalle vallate della provincia. Da domenica 29 giugno prende avvio “Geografie Interiori”, progetto che mette in relazione artisti, paesaggio e comunità della Val Tramontina, con un primo ritorno pubblico in città fissato per il 22 luglio.
L’iniziativa rientra nel dossier “Pordenone 2027. Città che sorprende” ed è promossa da Associazione Obliquo. L’idea di fondo è costruire un legame concreto tra il capoluogo e un’area montana segnata negli anni da calo demografico e progressivo svuotamento, affidando all’arte un ruolo di ricerca e di contatto con il territorio.
Un progetto che parte dalla valle e guarda alla città
La residenza durerà fino al 21 luglio e si svilupperà tra Tramonti di Sopra e Tramonti di Sotto. Il lavoro non sarà concentrato solo sulla produzione di opere, ma anche sull’osservazione delle forme di vita locale, delle memorie materiali e degli elementi naturali che caratterizzano la valle.
Per Pordenone il progetto avrà poi una ricaduta visibile nel centro cittadino. La fase iniziale infatti si concluderà con una presentazione pubblica, pensata come prima restituzione del percorso svolto in montagna, da cui nascerà successivamente una mostra diffusa dentro il tessuto urbano.
Chi partecipa alla residenza
La cura del progetto è affidata a Michela Lupieri. Sono coinvolti artiste e artisti tra i 30 e i 40 anni con esperienze differenti: Vittoria Assembri nell’ambito della sound art e delle arti visive, Zeno Franchini e Michelle Jonker per il design, Massimo Ricciardo e Virginia Zanetti nelle arti visive, insieme a Valentina Marchetti e Beatrice Migliorati, che frequentano il master in fotografia dell’ISIA di Urbino.
Il primo nucleo di attività sarà ospitato a Casa Abis, a Tramonti di Sopra, in una casa colonica immersa nel bosco e affiancata da una sorgente perenne. Da lì prenderanno avvio le esplorazioni dedicate alla botanica, alla presenza dell’acqua, ai saperi artigianali e al canto.
In un secondo momento il gruppo si sposterà tra Campone e Bosco Bandito, nel territorio di Tramonti di Sotto. In questi spazi saranno organizzati i luoghi di lavoro e alcuni momenti di confronto, tra cui un talk sulla lingua intesa anche come materia sonora e un incontro con il CRAF di Spilimbergo.
I filoni di ricerca scelti per la Val Tramontina
“Geografie Interiori” si costruisce attorno a quattro direttrici. Il cibo e le tradizioni culinarie vengono letti come occasione di relazione e come forma di racconto del paesaggio; il pasto, in questa prospettiva, diventa un punto d’incontro e non solo un tema gastronomico.
Accanto a questo ci sono l’artigianato e le pratiche che rischiano di essere dimenticate, osservati come patrimonio immateriale ancora capace di generare visioni nuove. Un altro asse riguarda l’acqua, presenza decisiva nella valle non soltanto dal punto di vista naturale, ma anche come elemento che incide sull’identità dei luoghi.
Il quarto ambito è quello dell’ascolto e del suono, usati come strumento per avvicinarsi a ciò che del territorio non è immediatamente visibile. In questa chiave la residenza prova a trasformare la permanenza degli artisti in un processo di lettura sensibile della valle e delle sue comunità.
La restituzione a Pordenone e la mostra “Frammenti”
Mercoledì 22 luglio il lavoro svolto in Val Tramontina approderà a Pordenone con una prima presentazione aperta al pubblico. Da questo passaggio prenderà forma “Frammenti”, progetto espositivo distribuito in più punti del centro storico invece che raccolto in una sola sede.
Tra gli elementi annunciati c’è un impianto di filodiffusione che darà centralità al suono, oltre al coinvolgimento di piazza Calderari e a interventi visivi come stendardi e altri segni pensati per rendere riconoscibile il percorso nello spazio cittadino.
Secondo l’assessore alla Cultura Alberto Parigi, l’iniziativa interpreta uno dei principi centrali di Pordenone 2027: creare connessioni tra il capoluogo e il resto della provincia attraverso la cultura, anche grazie ai progetti sostenuti nel dossier e dal bando “Verso Pordenone 2027”.
Il percorso continuerà nel 2027
L’esperienza non si chiuderà con l’estate. Per maggio 2027 è prevista l’uscita di un libro d’artista curato ed edito da Studiofaganel, dedicato alle ricerche sviluppate durante e dopo la residenza.
Nello stesso periodo aprirà anche la mostra finale con le opere concluse. Associazione Obliquo, nata nel 2020, prosegue così il proprio lavoro di costruzione di una piattaforma culturale condivisa in Friuli Venezia Giulia, dopo iniziative ospitate negli anni in spazi molto diversi e con il coinvolgimento di editori indipendenti, artisti, fotografi, designer e illustratori anche a Pordenone.