Electrolux, dal corteo di Pordenone il Pd provinciale chiede garanzie su lavoro e industria
Alla manifestazione promossa dai sindacati anche una delegazione dem. Tomasello: la partita riguarda l’occupazione e il futuro produttivo del Pordenonese.
La vertenza Electrolux continua a pesare ben oltre i cancelli dello stabilimento e torna a interrogare l’intero Pordenonese sul suo futuro industriale. Nella manifestazione organizzata in città dalle sigle sindacali, anche il Partito democratico provinciale ha scelto di essere presente con una propria delegazione, portando un messaggio politico centrato sulla tutela dell’occupazione.
Per i dem pordenonesi, la questione non riguarda infatti soltanto i dipendenti coinvolti, ma la tenuta economica di un’area che da anni lega una parte decisiva della propria identità al manifatturiero. Il corteo, in questa lettura, è diventato anche un passaggio pubblico per ribadire che il territorio chiede continuità produttiva e non arretramenti.
Una presenza politica nella mobilitazione cittadina
La partecipazione del Pd provinciale si è inserita nella giornata di mobilitazione voluta dalle segreterie provinciali dei sindacati. In piazza, accanto ai lavoratori, il partito ha voluto sottolineare la propria vicinanza a una vertenza che a Pordenone viene considerata strategica per l’occupazione diretta e per l’indotto.
A prendere la parola è stato il segretario provinciale Fausto Tomasello, che ha richiamato il valore storico e sociale di iniziative di questo tipo per il territorio. Il senso dell’intervento è stato quello di collocare il Pd dentro la protesta, sia sul piano della presenza concreta sia su quello del sostegno politico alle richieste espresse dal corteo.
Il messaggio: difendere i posti di lavoro
Nel suo intervento, Tomasello ha insistito sulla necessità di tenere fermo l’obiettivo principale: salvaguardare l’occupazione e preservare un presidio industriale ritenuto decisivo per l’area pordenonese. Il segretario dem ha parlato della vertenza come di una questione che tocca la vita delle persone e il rispetto dovuto a una comunità produttiva.
I toni sono stati netti anche quando ha collegato la crisi aziendale a una richiesta più ampia di attenzione verso Pordenone. Tra i passaggi evidenziati, l’idea che il territorio non possa essere trattato come una realtà da utilizzare e poi lasciare indietro, ma meriti risposte all’altezza del suo ruolo industriale.
Lo sguardo rivolto anche a Roma
Dal corteo è arrivato pure un richiamo al governo nazionale. Tomasello ha chiamato in causa direttamente la presidente del Consiglio, chiedendo un’assunzione di responsabilità da parte dell’esecutivo sul dossier Electrolux. Nella posizione espressa dal Pd provinciale, la crisi deve essere affrontata anche sul piano istituzionale, non soltanto in quello sindacale.
Allo stesso tempo, il segretario ha invitato a non disperdere il confronto in uno scambio di accuse. L’indicazione politica emersa dalla manifestazione è quella di concentrare energie e attenzione sul risultato da ottenere, cioè la difesa della continuità produttiva e dei posti di lavoro.
Per la federazione provinciale dem, la vicenda Electrolux resta quindi uno snodo che riguarda l’intero sistema economico locale. La presenza al corteo di Pordenone è stata letta come un segnale di appoggio ai lavoratori, ma anche come una presa di posizione più ampia sul destino industriale del territorio.
In una provincia dove il lavoro manifatturiero continua a rappresentare un punto di equilibrio sociale ed economico, la mobilitazione di oggi conferma quanto la partita aperta su Electrolux venga percepita come una questione collettiva. Ed è su questo terreno che il confronto politico e sindacale è destinato a proseguire nei prossimi giorni.