Electrolux, da Porcia al tavolo del ministero: saltano i licenziamenti unilaterali
Nuova fase nella vertenza che tocca da vicino la provincia di Pordenone: l’azienda propone uscite volontarie in tre anni e annuncia 90 milioni di investimenti in Italia.
Per gli stabilimenti che interessano più da vicino il territorio pordenonese, il passaggio più immediato è uno: l’ipotesi di licenziamenti imposti dall’azienda viene ritirata. È il punto emerso nel confronto al ministero delle Imprese e del made in Italy sulla vertenza Electrolux, con una nuova proposta che sposta il negoziato su un terreno diverso.
La multinazionale ha messo sul tavolo un piano fondato su 1.250 uscite su base volontaria distribuite nell’arco di tre anni, accompagnate da 90 milioni di euro di investimenti destinati ai siti italiani. Un cambio di linea che, per il Pordenonese, riporta l’attenzione sulle conseguenze concrete per Porcia e per Pordenone.
A riferire l’esito dell’incontro sono stati gli assessori regionali Sergio Emidio Bini, delegato alle Attività produttive, e Alessia Rosolen, assessore al Lavoro. La lettura data dalla Regione è quella di una svolta nell’impostazione del confronto, anche se il percorso resta tutto da verificare nei dettagli.
Che cosa cambia per la vertenza
La nuova ipotesi presentata da Electrolux prevede dunque uscite incentivate e volontarie fino a quota 1.250 addetti, suddivisi tra 600 impiegati e 650 operai. La gestione sarebbe distribuita su tre anni, con il ricorso alla cassa integrazione straordinaria e ad altri strumenti di sostegno.
Rispetto allo scenario circolato in precedenza, il punto politicamente e industrialmente più rilevante è proprio l’abbandono della strada dei licenziamenti unilaterali. Per un’area come quella pordenonese, dove il peso produttivo del gruppo resta centrale, la modifica non è secondaria perché cambia tempi e modalità del confronto con istituzioni e parti sociali.
Il nodo locale resta su Porcia e Pordenone
La Regione ha chiesto di entrare nel merito delle ricadute stabilimento per stabilimento. È qui che si concentra l’interesse della provincia di Pordenone: capire come il nuovo assetto proposto dall’azienda potrà incidere sui siti di Porcia e Pordenone, sia sul piano occupazionale sia su quello produttivo.
Bini e Rosolen hanno evidenziato che una gestione delle uscite su un periodo più lungo può offrire margini di lavoro in più per costruire soluzioni di tenuta industriale. L’obiettivo dichiarato resta quello di salvaguardare non solo i posti di lavoro, ma anche la continuità produttiva nel medio periodo.
Investimenti e prossimi passaggi
Nel pacchetto illustrato al ministero rientra anche una revisione del piano industriale, con l’indicazione di nuovi prodotti e con investimenti complessivi per 90 milioni di euro nei siti italiani. Tra i temi citati c’è anche il sostegno alla competitività dell’elettrodomestico, compreso il riferimento all’Agenda europea e a misure di efficientamento organizzativo.
Al tavolo del Mimit erano presenti istituzioni locali e parti sociali coinvolte nella trattativa. Per il momento, il cambiamento di posizione dell’azienda viene considerato un passo avanti, ma non una soluzione già definita: il confronto entra adesso nella fase più concreta, quella della verifica della sostenibilità del piano.
Il prossimo appuntamento in seduta plenaria è fissato per il 29 ottobre 2026. Da qui a quella data, per il territorio pordenonese la partita vera sarà comprendere quali garanzie potranno arrivare per i siti locali e quale profilo industriale avrà Electrolux nei prossimi anni.