Electrolux, Porcia al centro del confronto: sindacati e Regioni preparano il passaggio al Mimit

Per lo stabilimento pordenonese resta alta l’attenzione sul piano del gruppo. Le sigle chiedono lo stop agli esuberi e una strategia industriale per i siti italiani.

19 maggio 2026 03:06
Electrolux, Porcia al centro del confronto: sindacati e Regioni preparano il passaggio al Mimit -
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La partita che riguarda Electrolux entra in una fase decisiva anche per Pordenone. Nel vertice tenuto a Venezia tra istituzioni, rappresentanze d’impresa e sindacati, uno dei punti più seguiti è stato infatti il futuro del sito di Porcia, in vista del confronto convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per lunedì 25 maggio 2026.

Per il territorio pordenonese il tema non è soltanto industriale. Attorno allo stabilimento ruotano occupazione, competenze professionali e una parte importante dell’equilibrio produttivo locale. Per questo l’esito del prossimo tavolo nazionale viene considerato un passaggio chiave.

Alla riunione di Palazzo Balbi hanno preso parte l’assessore regionale del Veneto Bitonci e, in collegamento, l’assessore del Friuli Venezia Giulia Sergio Bini. Da remoto è intervenuta anche l’europarlamentare Elena Donazzan, vicepresidente italiana della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia del Parlamento europeo. Presenti inoltre Confindustria Alto Adriatico, Confindustria VenetoEst, le sigle sindacali del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, le strutture territoriali di Pordenone e Treviso e le Rsu Fiom di Porcia e Susegana.

Le richieste che arrivano da Porcia e dagli altri siti coinvolti

Dal fronte sindacale è stata ribadita una linea netta: il piano di ristrutturazione illustrato l’11 maggio deve essere ritirato, così come devono essere cancellati gli esuberi indicati dall’azienda. Nella valutazione di Fiom e Rsu, considerando anche i rapporti a termine destinati a concludersi, le persone potenzialmente coinvolte superano le 1900 unità.

Tra i punti messi sul tavolo compare anche la richiesta di fermare la chiusura dello stabilimento di Cerreto D’Esi. Le organizzazioni dei lavoratori sostengono che il progetto presentato dal gruppo non offra garanzie sufficienti né sul lavoro né sulla continuità produttiva nei territori interessati.

Le stesse rappresentanze contestano poi l’impostazione di fondo del piano industriale. Per Fiom e Rsu non è accettabile l’idea che in Italia non ci siano più le condizioni per produrre elettrodomestici, anche alla luce dei risultati economici registrati dal gruppo negli ultimi anni e dei sostegni pubblici ricevuti.

Il timore di un ridimensionamento più ampio

Nel documento sindacale emerge una preoccupazione che va oltre l’immediato. Il timore espresso è che questo passaggio possa aprire la strada a una riduzione più estesa della presenza di Electrolux nel comparto del bianco nel nostro Paese.

Per questo viene chiesto un vero piano industriale che tenga insieme occupazione, investimenti e prospettiva manifatturiera. Il punto, per i rappresentanti dei lavoratori, è difendere non solo i numeri occupazionali ma anche il patrimonio di esperienza costruito negli stabilimenti, compreso quello di Porcia.

Verso il 25 maggio, con l’indotto in allerta

Il prossimo banco di prova sarà quindi il tavolo al Mimit. I sindacati chiedono al governo un intervento diretto nei confronti della multinazionale svedese e sollecitano anche strumenti normativi capaci di contrastare i processi di delocalizzazione nel manifatturiero.

Sulla vertenza è intervenuta anche la Cgil, che ha richiamato l’attenzione sugli effetti che una crisi di questa portata potrebbe avere non soltanto dentro gli stabilimenti ma anche lungo la filiera collegata. Un tema che nel Pordenonese pesa in modo particolare, vista la rete di attività che ruota intorno al polo produttivo.

Intanto domani a Susegana sono previste due ore di sciopero per consentire a una delegazione di lavoratori di partecipare all’incontro con i 28 sindaci nel municipio del comune trevigiano. Un altro segnale di una vertenza che resta aperta e che, per Porcia e per tutto il territorio, continua a essere seguita con massima attenzione.

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