Fedagripesca FVG, Armando Spagnolo eletto presidente: cooperazione vale 534 milioni

Presentati i primi dati del report UniUd: 108 cooperative e 8.848 soci. Priorità su innovazione, sostenibilità e mercati esteri.

18 aprile 2026 09:20
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CODROIPO – La cooperazione agricola e della pesca in Friuli Venezia Giulia si conferma una colonna del sistema agroalimentare regionale: 108 cooperative, 8.848 soci e ricavi complessivi pari a 534 milioni di euro. Numeri che, secondo le prime evidenze di un report realizzato dal Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università di Udine per Fedagripesca FVG (Confcooperative), raccontano un modello capace di incidere direttamente sulla produzione regionale, visto che circa il 38% della produzione lorda vendibile agricola arriva da imprese organizzate in forma cooperativa, un dato superiore alla media nazionale.

L’assemblea e l’elezione del nuovo presidente

I risultati della ricerca sono stati presentati a Codroipo, nella sala convegni della Cantina Rauscedo, durante l’assemblea regionale convocata per il rinnovo degli organi sociali. Al termine dei lavori, introdotti dal presidente uscente Venanzio Francescutti, Armando Spagnolo, 44 anni, imprenditore agricolo di Spilimbergo, è stato eletto per acclamazione presidente regionale di Fedagripesca FVG. Confermato vicepresidente, con delega alla pesca, Achille Ghenda. Il nuovo consiglio direttivo resterà in carica nel quadriennio 2026-2030.

Le priorità: innovazione, sostenibilità e resilienza

Nel suo intervento, Spagnolo ha indicato le linee di lavoro dei prossimi anni: investimenti nell’innovazione e nello sviluppo sostenibile, non soltanto sul fronte ambientale ma anche in termini economici e gestionali, con attenzione al ruolo delle cooperative nelle filiere, alla digitalizzazione in campagna e alla capacità di rafforzare la resilienza delle aziende.

Mercati instabili e aziende in trasformazione

Francescutti ha richiamato l’impatto dell’instabilità internazionale e dell’aumento dei costi di produzione registrati nell’ultimo quadriennio: dinamiche che, da un lato, avrebbero messo in evidenza l’efficacia delle cooperative nel sostenere redditività e tenuta del settore; dall’altro, renderebbero necessario un percorso strategico che risponda alla riduzione del numero delle aziende e alla loro crescita dimensionale, salvaguardando al tempo stesso il presidio del territorio e la vocazione del Made in Italy agroalimentare.

Meno cooperative, ma peso economico rilevante

Lo studio Confcooperative–Università di Udine evidenzia un processo di concentrazione che riguarda l’intero sistema agricolo regionale: oggi le aziende sono circa 16.400, mentre la superficie agricola utilizzata è aumentata del 3% negli ultimi dieci anni. La dimensione media aziendale si attesta a 13,7 ettari, sopra la media nazionale (11,1).

Anche il mondo cooperativo ha attraversato una riorganizzazione: le cooperative agricole e della pesca sono scese da 227 nel 2011 a 126 nel 2025, con una contrazione del 44,5%. Nonostante ciò, il report sottolinea che il comparto mantiene un ruolo economico significativo, sostenendo l’accesso ai mercati e la valorizzazione delle produzioni, in particolare nei settori vitivinicolo, lattiero-caseario e ortofrutticolo.

Redditi più alti per chi è in cooperativa

L’analisi dei dati RICA del CREA, riportata nello studio, segnala inoltre performance mediamente migliori per le aziende inserite in sistemi cooperativi: il reddito netto medio si attesta intorno a 66 mila euro, contro i 55 mila delle aziende non cooperative.

Le sfide: giovani, manodopera, costi e competizione

Tra i principali nodi da affrontare emergono ricambio generazionale, carenza di manodopera qualificata, aumento dei costi produttivi e crescente pressione competitiva sui mercati internazionali. Le priorità strategiche indicate riguardano investimenti in innovazione e sostenibilità, rafforzamento della governance e maggiore apertura ai mercati esteri.

Gli interventi istituzionali

All’assemblea hanno partecipato il presidente di Confcooperative Friuli Venezia Giulia Daniele Castagnaviz, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier e il presidente nazionale di Confcooperative Fedagripesca Raffaele Drei. Nelle conclusioni, Drei ha ribadito la necessità di rafforzare l’aggregazione tra produttori per intercettare nuove opportunità in un contesto internazionale in evoluzione, puntando su identificazione del prodotto, capacità di fare rete e innovazione, per mantenere l’agricoltura competitiva e in grado di rispondere alle richieste dei consumatori italiani ed europei.

Il profilo di Armando Spagnolo

Spagnolo guida un’azienda agricola a prevalente indirizzo cerealicolo ed è vicepresidente della cooperativa Spagnolo Agroenergia, impegnata nella gestione di un impianto a biogas e nello sviluppo di una filiera energetica integrata con l’attività agricola. Da un anno è presidente del Circolo Agrario Friulano, cooperativa attiva nella commercializzazione di mezzi tecnici per l’agricoltura, cereali e prodotti per il giardinaggio. È consigliere di SoForm (ente accreditato per la formazione professionale a Pordenone) e componente dell’Autorità per l’energia del Friuli Venezia Giulia (APE). Dal 2024 siede nei consigli di Fedagripesca FVG e di Confcooperative Pordenone; dal 2018 è assessore comunale a Spilimbergo.

I numeri di Fedagripesca FVG

Nel dettaglio, le cooperative dei settori agricoli sono 99 con 8.361 soci e ricavi per 522 milioni di euro; la pesca conta 9 cooperative, 487 soci e 12 milioni di ricavi. Tra i comparti agricoli, il lattiero-caseario registra 33 cooperative e 105,3 milioni di ricavi; il vitivinicolo 7 cooperative e 90,2 milioni; l’ortoflorofrutticolo 13 cooperative e 131,2 milioni; gli essiccatoi 5 cooperative e 53,8 milioni; le altre attività 41 cooperative e 141,4 milioni.

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