Fiume Veneto, in Consiglio il bilancio della Protezione civile: 51 volontari operativi e 24 attività svolte
Dalla risposta a un’interrogazione consiliare emergono dati su interventi, corsi, attrezzature e aggiornamento del piano comunale di emergenza.
A Fiume Veneto il lavoro della Protezione civile comunale è tornato al centro del dibattito in Consiglio, dove l’amministrazione ha tracciato un quadro dell’attività del gruppo locale rispondendo a un’interrogazione presentata dai consiglieri di Fiume Futura Annalisa Parpinelli e Fabio Tonus il 14 aprile.
Nel corso della seduta del 28 aprile, l’assessore Alessandro Arnoldi ha illustrato numeri e organizzazione del servizio: su 54 iscritti risultano 51 i volontari attivi, per un totale di 502 giornate uomo e 24 attività tra emergenze, addestramento, formazione e supporto a iniziative pubbliche.
Interventi sul territorio e fuori comune
Tra gli episodi richiamati in aula c’è stato il supporto prestato alla popolazione di Versa, nel Goriziano, colpita da un’esondazione nel mese di novembre. In quella circostanza il gruppo di Fiume Veneto ha operato con due squadre.
Un altro passaggio ha riguardato l’emergenza meteo del 24 settembre sul territorio comunale, quando i volontari sono intervenuti con la distribuzione di sacchi di sabbia per limitare il rischio di allagamenti nelle aree più esposte.
Il resoconto fornito dall’assessore ha quindi evidenziato un’attività considerata costante, non limitata alle sole urgenze ma estesa anche al presidio del territorio e al supporto logistico quando necessario.
Formazione e abilitazioni tecniche
Accanto agli interventi operativi, una parte rilevante del lavoro ha riguardato la preparazione dei volontari. Sono state infatti svolte otto sessioni formative dedicate, insieme a percorsi per ottenere specifiche abilitazioni tecniche.
Nel dettaglio, il gruppo ha seguito corsi per la conduzione di gru su autocarro, piattaforme elevabili, escavatori e terne. A questi si sono aggiunti approfondimenti sugli scenari alluvionali e sulla ricerca di persone scomparse.
Completato inoltre, a febbraio, il nuovo corso base regionale sulla sicurezza e sull’utilizzo corretto dei dispositivi di protezione individuale, seguito dall’intero gruppo comunale.
Attrezzature, verifiche e piano di emergenza
Durante la risposta consiliare si è parlato anche delle dotazioni a disposizione dei volontari. Secondo quanto riferito dall’amministrazione, i dispositivi di protezione individuale risultano adeguati alle necessità del gruppo.
Nuovi acquisti sono stati effettuati nel marzo 2026, mentre ulteriori forniture sono previste nel corso dell’anno. È stata inoltre ricordata la verifica annuale delle attrezzature, eseguita nel novembre 2025 da ditte specializzate.
Un altro punto affrontato è stato l’aggiornamento del Piano comunale di emergenza, descritto come uno strumento aperto a revisioni progressive. Le ultime modifiche risalgono al 17 marzo 2026 e sono state trasmesse alla Protezione civile regionale.
Per il 12 settembre è già stato programmato anche un incontro informativo rivolto alla cittadinanza, inserito tra gli appuntamenti legati al cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli.
Il tema della nuova sede resta nel confronto politico
Nella discussione è rientrata anche la questione della nuova sede della Protezione civile, tema che nelle ultime settimane aveva alimentato il confronto politico locale. Arnoldi ha collegato l’intensità dell’attività svolta alla necessità di disporre di spazi adeguati per formazione, addestramento ed esercitazioni.
L’assessore ha respinto le critiche rivolte al progetto dagli stessi consiglieri interroganti, ribadendo la centralità del gruppo comunale nelle situazioni di emergenza e nelle fasi di supporto alla popolazione.
La posizione espressa dall’amministrazione è quella di continuare a sostenere la Protezione civile di Fiume Veneto, assicurando mezzi, attrezzature e condizioni operative ritenute adeguate per un servizio che, anche dai numeri presentati in aula, viene considerato un presidio importante per il territorio.