Fiume Veneto, il cotonificio torna al centro con una mostra sulla memoria del paese
Nella sala parrocchiale di piazza Marconi fotografie, carte e racconti riportano alla luce il lavoro e le famiglie legate allo stabilimento fino all’8 novembre.
A Fiume Veneto c’è un luogo della memoria collettiva che continua a parlare a intere generazioni: il cotonificio. Da questa eredità nasce la mostra “Un Paese di Cotone”, allestita nella sala parrocchiale di piazza Marconi, dove immagini, documenti e testimonianze ricostruiscono la storia dello stabilimento attraverso le persone che lo hanno vissuto ogni giorno.
L’esposizione è stata aperta sabato 24 ottobre e ha richiamato fin dall’inaugurazione molti visitatori del paese, compresi numerosi ex lavoratori della fabbrica, rimasta per decenni un riferimento concreto per l’economia locale e per la vita di tante famiglie del territorio.
Un pezzo di identità fiumana
Il percorso non si concentra soltanto sulla produzione industriale, ma mette al centro uomini e donne che in quel complesso hanno lavorato per anni. Per Fiume Veneto, infatti, il cotonificio è stato molto più di un insediamento produttivo: ha inciso sulla crescita sociale del comune e ha lasciato segni profondi nel tessuto del Pordenonese.
Tra i materiali esposti ci sono fotografie d’epoca, carte d’archivio, ricordi raccolti nel tempo e anche una ricostruzione del filatoio. L’insieme offre uno sguardo concreto su un’esperienza che ha accompagnato la storia del paese per oltre un secolo.
L’iniziativa è stata promossa dal Comune di Fiume Veneto con l’Università della Terza Età e l’associazione Fiume Crea, con il supporto di P-studio. Alla base c’è un lavoro di ricerca costruito ascoltando chi nello stabilimento ha trascorso una parte importante della propria vita lavorativa.
La vicesindaco e assessore alla Cultura Donatella Azzaretti ha spiegato che l’obiettivo è conservare una memoria che appartiene all’identità della comunità. Nelle vicende del cotonificio, ha sottolineato, si intrecciano lavoro, sviluppo e quotidianità di centinaia di persone, e raccogliere queste voci significa consegnarle anche alle nuove generazioni.
Dal 1885 al 1999, una storia lunga più di un secolo
Lo stabilimento aprì nel dicembre del 1885 e già nei primi mesi del 1886 dava impiego a circa 400 addetti. Nel tempo attraversò cambiamenti rilevanti, compresa la trasformazione in setificio durante il periodo della Seconda guerra mondiale, fino alla chiusura definitiva della produzione nel 1999.
Quel passaggio segnò anche la fine dell’ultimo cotonificio del Pordenonese ancora attivo. Un dato che aiuta a capire il peso avuto da Fiume Veneto nella storia manifatturiera della provincia di Pordenone.
A ricordarlo è anche Carlo Bortolussi, già responsabile tecnico dello stabilimento e oggi nel consiglio direttivo dell’UTE, tra i promotori della mostra. Durante l’inaugurazione ha richiamato il ruolo della fabbrica come palestra di competenze, da cui nel tempo sono nati tecnici, artigiani, imprenditori e professionisti che hanno contribuito alla crescita del territorio.
Una visita che parla anche ai più giovani
L’esposizione non addolcisce la realtà di quegli anni: emergono anche la fatica, i turni e i sacrifici che hanno accompagnato il lavoro di intere generazioni. Proprio per questo il racconto acquista valore, perché restituisce senza retorica il significato che quel posto ha avuto per centinaia di nuclei familiari.
Il progetto, nelle intenzioni degli organizzatori, non dovrebbe fermarsi a queste settimane. Azzaretti ha indicato la volontà di portare il materiale anche in altri spazi, come le scuole e il municipio, per allargare il confronto e mantenere viva una pagina centrale della storia locale.
“Un Paese di Cotone” si può visitare fino all’8 novembre: il venerdì dalle 16 alle 19, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. Per Fiume Veneto è un’occasione per rileggere il proprio passato industriale partendo dai volti, dalle mani e dalle storie che lo hanno costruito.