FMK chiude con il pienone: a Pordenone il premio 2026 va al documentario «Koki Ciao»
Bilancio molto positivo per il festival di Cinemazero: quattro serate senza posti liberi, attività partecipate e riconoscimenti assegnati da giuria, giovani e pubblico.
Per Cinemazero e per l’estate culturale di Pordenone il dato che resta più evidente è quello della risposta del pubblico: FMK 2026 ha concluso il suo percorso con le sale complete in tutte e quattro le serate, confermando il festival tra gli appuntamenti più seguiti in città.
La ventiduesima edizione del Festival di Cortometraggi si è chiusa venerdì 31 luglio tra l’arena UAU! e gli altri spazi della manifestazione. Il riconoscimento principale è stato assegnato a Koki Ciao, documentario firmato da Quenton Miller e scelto dalla giuria ufficiale.
Accanto alle proiezioni serali, ha inciso anche la partecipazione registrata durante l’intera giornata: studenti, bambini, appassionati e addetti ai lavori hanno animato laboratori, incontri e masterclass, dando continuità a un format che a Pordenone negli anni ha saputo allargare il proprio pubblico.
Il film premiato dalla giuria ufficiale
Nella serata conclusiva sono arrivati gli ultimi titoli in concorso e poi il verdetto. A scegliere il vincitore sono stati la sceneggiatrice Chiara Tripaldi e i registi Lorenzo Pullega e Paolo Strippoli, componenti della giuria chiamata a valutare la selezione 2026.
Secondo la motivazione, Koki Ciao riesce a riportare alla memoria il periodo della dittatura di Tito attraverso una figura insolita, il pappagallo Koki, trasformato in voce narrante di un racconto che interroga il rapporto tra memoria, verità e costruzione storica.
La giuria ha inoltre deciso di attribuire una menzione speciale a Zwermen, cortometraggio d’animazione realizzato da Tim Frijsinger e Janneke Swinkels.
Il voto dei giovani e quello degli spettatori
Un altro riconoscimento è arrivato dalla Giuria Young, composta da studentesse e studenti provenienti da diverse città italiane. Il premio è andato a Last Shot di Parham Rahimzadeh.
Nelle motivazioni si mette in rilievo la scelta di contrastare una fruizione passiva delle immagini e di costruire il film attorno a una sola fotografia, custodita fino al finale come elemento decisivo del racconto. La stessa giuria giovane ha segnalato con una menzione speciale Scissors di Hannah Alline.
Come ogni anno, anche il pubblico ha espresso le proprie preferenze nelle quattro sezioni del festival. Per l’Animazione ha prevalso Zwermen; tra i Documentari è stato premiato Il silenzio dei melograni di Clara Baj; nella sezione Horror ha ottenuto più voti Lighèia di Nicolò Ferrara; in Miscellanea il riconoscimento è andato a Escena Final di Diego Kompel.
Un festival che pesa nel calendario cittadino
Il successo dell’edizione 2026 non si misura soltanto nei posti esauriti la sera. FMK ha confermato una presenza costante anche negli appuntamenti paralleli, dalle attività rivolte alle scuole ai laboratori per i più piccoli, fino ai momenti di confronto con autori e autrici.
Per Pordenone questo significa consolidare un evento che non vive solo di premiazioni, ma che riesce a costruire partecipazione diffusa e attenzione attorno al cinema breve. In un cartellone estivo ricco di iniziative, il festival di Cinemazero continua così a ritagliarsi un ruolo centrale, sia per richiamo di pubblico sia per capacità di coinvolgere fasce diverse della città.
Si chiude quindi con un bilancio molto solido la ventiduesima edizione: quattro giorni intensi, proiezioni affollate e una selezione che ha trovato riscontro nelle scelte della giuria ufficiale, dei giovani e degli spettatori presenti a Pordenone.