Pordenone, al Verdi il saluto finale delle Giornate del Cinema Muto con il western di John Ford
Il film di chiusura della 45a edizione è The Iron Horse in 35mm con Orchestra da Camera di Pordenone. Replica domenica 11 ottobre.
PORDENONE - Sarà sabato 10 ottobre alle 21 al Teatro Verdi il gran finale della 45a edizione delle Giornate del Cinema Muto, con la proiezione di The Iron Horse (*Il cavallo d’acciaio*) di John Ford accompagnata dal vivo dall’Orchestra da Camera di Pordenone diretta da Ben Palmer. Il film verrà presentato nella copia in pellicola 35mm della Photoplay di Londra, con la partitura di John Lanchbery. È prevista anche una replica domenica 11 ottobre alle 16.30.
Il titolo scelto per la chiusura è uno dei grandi western del muto. Realizzato nel 1924, The Iron Horse racconta la costruzione della prima ferrovia transcontinentale, da Omaha, in Nebraska, a Sacramento, in California, impresa compiuta tra il 1863 e il 1869 e destinata a cambiare la storia della frontiera americana. Il film è rimasto un punto di riferimento per il cinema epico e ha influenzato anche generazioni successive di registi.
Girato in gran parte negli altopiani desertici vicino a Reno, in Nevada, il film fu realizzato in condizioni difficili, durante l’inverno e con troupe e attori ospitati in vagoni ferroviari senza riscaldamento o nelle costruzioni del set che ricreavano il villaggio dei Cheyenne. Le comparse erano centinaia, tra operai cinesi, irlandesi e indiani Paiute. La Fox scelse come protagonista George O’Brien, allora attore emergente destinato proprio con questo film a diventare una star, affiancato da Madge Bellamy.
L’ultima giornata tra Cinemazero e Teatro Verdi
Il programma di sabato si apre però già in mattinata, con lo spostamento temporaneo delle proiezioni a Cinemazero, mentre il Teatro Verdi ospita la prova generale dell’orchestra per il film conclusivo.
Tra i titoli della mattina c’è Villa Falconieri, produzione italo-tedesca tratta dall’omonimo romanzo di Richard Voß e inserita nella sezione dedicata al Lazio. Il film porta la regia di Richard Oswald e la fotografia di Giovanni Vitrotti.
Alle 11.30 è in calendario The Humming Bird (*L’usignolo*) di Sidney Olcott, secondo titolo di questa edizione con Gloria Swanson dopo Sadie Thompson. Il film nacque durante il periodo in cui l’attrice lasciò Hollywood per New York, dove restò per tre anni continuando comunque a lavorare per la Paramount negli studi di Astoria. Inizialmente la regia doveva andare ad Allan Dwan, ma dopo il rinvio delle riprese fu scelto Sidney Olcott.
Nel film, il personaggio di Gloria Swanson è Toinette, soprannominata “The Humming Bird”, una ragazza di Montmartre al centro di vicende che si intrecciano anche con la guerra. Per le scene di trincea Olcott ingaggiò 500 veterani dell’esercito. Uscito il 13 gennaio 1924, il film ottenne successo negli Stati Uniti e nelle regioni francofone del Belgio e della Svizzera, dove circolò con il titolo Les Loups de Montmartre, ma non fu mai distribuito in Francia.
Il pomeriggio e il rush finale
Nel pomeriggio le proiezioni tornano al Teatro Verdi per l’ultima parte del festival. Tra gli appuntamenti segnalati c’è alle 18.30 il mediometraggio La Glace à trois faces di Jean Epstein, del 1927, tratto da un racconto di Paul Morand.
Il film si apre con una domanda che ne riassume l’impianto narrativo: “Tre donne amavano un uomo. Ma lui amava una di loro?”. Con una costruzione non lineare tra passato e presente, l’opera ricompone la storia dei personaggi attraverso una messa in scena in cui il movimento ha un ruolo centrale. In questo lavoro di Epstein l’energia si manifesta nei corpi, nei passi di danza e nella stessa macchina da presa, che attraversa lo spazio con continui scarti e slittamenti.
Il ciclo dedicato ai tram delle origini
Nel corso della settimana il festival ha proposto anche una serie di cortometraggi delle origini dedicati a un viaggio ideale attraverso il mondo dei tram. Nei primi decenni del Novecento le tranvie elettriche erano uno dei simboli della modernità urbana e offrivano anche una piattaforma comoda su cui montare la cinepresa, diventando così uno dei mezzi preferiti per le cosiddette “corse fantasma”.
Prima del film di chiusura sarà proposto Tram Ride Through Rochdale (GB, 1905) di Sagar Mitchell e James Kenyon. Il corto mostra il traffico e il movimento della strada, ma anche la sorprendente noncuranza con cui pedoni e ciclisti si spostavano davanti ai tram, in un quadro urbano oggi lontanissimo ma allora del tutto normale.
Le Giornate del Cinema Muto sono sostenute dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, dal Comune di Pordenone, dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine, dalla Fondazione Friuli, con la partecipazione di BCC Pordenonese e Monsile.