Pordenone, l’8 ottobre il Verdi accoglie Mark Bridges e una lunga maratona alle Giornate del Cinema Muto

Al Teatro Verdi una giornata tra proiezioni, benshi giapponese e la conferenza del premio Oscar sui costumi di The Artist.

A cura di Web Team Web Team
07 ottobre 2026 13:28
Pordenone, l’8 ottobre il Verdi accoglie Mark Bridges e una lunga maratona alle Giornate del Cinema Muto -
Condividi

PORDENONE - Il film più atteso della serata è Pest in Florenz, ma il programma di giovedì 8 ottobre 2026 alle Giornate del Cinema Muto porta al Teatro Verdi anche il premio Oscar Mark Bridges, il benshi giapponese e un restauro dedicato a Sergej M. Eisenstein. La giornata concentra alcuni degli appuntamenti centrali della 45ª edizione del festival, con proiezioni dal mattino alla notte.

Alle 21 al Teatro Verdi è in cartellone Pest in Florenz (La peste a Firenze nel secolo XV, 1919), diretto da Otto Rippert e sceneggiato da Fritz Lang. Il film rientra nella rassegna biennale “Weimar senza censure, tabù e trasgressioni nel cinema tedesco, 1919-1920”, dedicata al breve periodo in cui, nella Germania uscita dalla guerra, la censura statale cessò di esistere e il controllo fu affidato alla sola polizia locale.

Il titolo, presentato nella sua forma completa come “Peste a Firenze, sette capitoli del Rinascimento italiano rielaborati da Fritz Lang”, viene letto dal festival come un’allegoria morale sulla fine di una civiltà. Quando scrisse la sceneggiatura, Lang aveva 29 anni e portava ancora addosso le conseguenze della guerra combattuta nell’esercito austriaco, esperienza che avrebbe segnato in profondità il suo cinema. La rassegna in cui il film è inserito affronta una stagione produttiva rimasta a lungo ai margini rispetto ai grandi classici espressionisti tedeschi come Il gabinetto del dottor Caligari, Nosferatu e Metropolis, ma oggi riletta anche per la sua capacità di raccontare il clima emotivo di una società in crisi.

La conferenza con Mark Bridges

Uno degli appuntamenti più attesi del pomeriggio è la conferenza alle 17.45 al Teatro Verdi con Mark Bridges, costumista premio Oscar per The Artist (2011) e Il filo nascosto (2017). L’incontro annuale “L’arte dei costumi”, ideato nel 2022 da Deborah Nadoolman Landis, è dedicato quest’anno a “The Artist (2011): ricordi del costumista Mark Bridges”.

Bridges racconterà il percorso creativo e le difficoltà affrontate nella costruzione, in pieno XXI secolo, di un film muto in bianco e nero realizzato con budget contenuto.

Le proiezioni tra mattina e notte

La giornata comincia alle 10.30 con il ritorno all’arte del benshi attraverso Taki no shiraito (Il filo bianco della cascata, 1933) di Kenji Mizoguchi, maestro del cinema giapponese e vincitore per tre anni consecutivi del Leone d’Argento alla Mostra di Venezia tra il 1952 e il 1954.

Giornate del Cinema Muto, l’8 ottobre a Pordenone arriva Mark Bridges

Nel corso della giornata trova spazio anche Voluntad que vence, titolo che riporta all’attenzione Maria Jacobini e soprattutto l’interprete Tina de Jarque, artista internazionale dello spettacolo popolare degli anni Dieci. Trasformista, acrobata, tiratrice, ballerina, caricaturista, musicista e atleta, era già celebre sulle scene prima dell’arrivo al cinema. Della sua biografia si conosce poco: alcune fonti indicano Trieste come luogo di nascita nel 1898, mentre è certa la morte a Parigi nel 1961.

Per Voluntad que vence è previsto l’accompagnamento musicale dal vivo del gruppo Croscat-Ramblers con Aleix Cansell al pianoforte, Giuseppe Campisi al contrabbasso, Enric Fuster ai tamburi, Nil Mujal al sax tenore e clarinetto, Joan Mar Sauqué alla tromba e Pablo Martín al trombone.

Il restauro di Death Day

In chiusura di serata, alle 23, spazio a Death Day (Usa, 1934) di S.M. Eisenstein, ricavato dal materiale girato in Messico per un progetto mai completato dal regista sovietico. Il film è dedicato al Giorno dei Morti e al modo in cui la festa popolare trasforma il rapporto con la morte attraverso ironia e dimensione carnascialesca.

Quello presentato a Pordenone è un restauro molto recente costruito su una copia nitrato 35mm quasi completa acquistata dal British Film Institute da Upton Sinclair nel 1939, insieme a diversi secondi provenienti da una copia ridotta 16mm conservata nella David Bradley Collection del Moving Image Archive delle Indiana University Libraries. Il film è il terzo nato da quel girato messicano, dopo Lampi sul Messico, Eisenstein in Messico e Time in the Sun.

Le Giornate del Cinema Muto sono alla 45ª edizione e si tengono al Teatro Verdi di Pordenone, città che in queste settimane ospita alcuni degli appuntamenti più seguiti del circuito regionale e dialoga con altri luoghi della formazione e della vita culturale di Gorizia e Gradisca d’Isonzo.

Segui Diario di Pordenone