Giovani e salute mentale, dal territorio pordenonese al report regionale: online la mappa dei servizi

Nel documento finale del progetto EU-Promens anche il lavoro sviluppato a Pordenone: coinvolte reti locali, scuole, sanità e Terzo Settore.

28 agosto 2026 23:45
Giovani e salute mentale, dal territorio pordenonese al report regionale: online la mappa dei servizi -
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Il tema della salute mentale giovanile passa anche da Pordenone e dalle reti costruite sul territorio. È online il report conclusivo del percorso regionale “Salute Mentale di Comunità per i Giovani”, un lavoro che raccoglie servizi, esperienze e proposte operative emerse in Friuli Venezia Giulia per rendere più vicine e leggibili le risposte rivolte ai ragazzi.

Per il contesto pordenonese il documento rappresenta uno strumento utile perché mette in fila ciò che già esiste e indica come rafforzare il collegamento tra scuola, servizi sanitari, realtà sociali e comunità. L’impostazione non si ferma alla lettura delle fragilità, ma prova a tradurre il confronto tra operatori e territori in indicazioni concrete.

Salute mentale dei giovani in Fvg, online il report con la mappa dei servizi e delle

Il contributo di Pordenone dentro il percorso regionale

Tra le tappe del progetto c’è stata anche Pordenone, inserita in un itinerario che ha toccato nove aree del Friuli Venezia Giulia. L’iniziativa è stata promossa dal Consorzio Cosm con Asufc, Asfo e Asugi nell’ambito di EU-Promens, programma europeo dedicato al rafforzamento delle competenze professionali in materia di salute mentale con un approccio di comunità.

La regione è stata l’unica realtà italiana coinvolta nel programma internazionale, attivo in 33 Paesi tra membri dell’Unione europea e Stati extra Ue. In Friuli Venezia Giulia la scelta è caduta sul benessere psicologico dei più giovani, puntando su prevenzione, accessibilità dei servizi e lavoro condiviso tra soggetti diversi.

Nel complesso hanno preso parte al percorso più di 500 persone. Ai tavoli e agli incontri hanno contribuito figure del mondo sanitario e sociale, insegnanti, educatori, studenti, amministratori, cooperative, associazioni e rappresentanti delle comunità locali.

Un lavoro costruito tra servizi, scuola e comunità

Il programma si è sviluppato attraverso 12 giornate formative e due webinar, superando le 100 ore complessive. I gruppi di lavoro hanno affrontato i bisogni emergenti legati al disagio giovanile, la tenuta delle reti territoriali e la progettazione partecipata di interventi più efficaci.

Nel report trovano spazio sia le criticità emerse sia le esperienze già attive nei territori. L’idea di fondo è consolidare un sistema capace di intercettare prima i segnali di sofferenza e di offrire percorsi più semplici da raggiungere per adolescenti e giovani adulti.

Michela Vogrig, presidente di Legacoop Fvg e del Consorzio Cosm, nonché referente italiana di EU-Promens, ha spiegato che il documento nasce da un confronto ampio tra istituzioni, servizi e Terzo Settore e punta a rendere più solide le reti locali, con una salute mentale di comunità più integrata e più accessibile ai giovani.

Il confronto finale e le esperienze da sviluppare

La presentazione conclusiva si è tenuta a fine luglio a Udine, con la partecipazione dei direttori dei Dipartimenti di salute mentale delle aziende sanitarie Marco Bertoli, Cristina Meneguzzi e Massimo Semenzin, insieme ai rappresentanti del Terzo Settore.

Nell’incontro finale è intervenuto anche l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, che ha richiamato la necessità di un modello sociosanitario capace di tenere insieme dimensione clinica e risposta sociale, superando compartimenti separati davanti a bisogni sempre più complessi.

Tra le pratiche approfondite durante il percorso c’è anche Youngle, rete nazionale di peer education e ascolto online tra giovani. Il progetto, nato nel 2011 su iniziativa del Ministero della Salute, offre uno spazio anonimo di counseling per ragazzi dai 14 ai 25 anni attraverso chat e strumenti digitali gestiti da peer educator formati con il supporto di professionisti.

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In Friuli Venezia Giulia l’esperienza è partita dal Sandanielese e sta ora allargando il proprio raggio d’azione a livello regionale. La gestione è affidata ad Asufc e Consorzio Cosm con la collaborazione degli istituti scolastici: un modello che guarda anche ai territori come quello pordenonese, dove l’ascolto precoce e la riduzione dello stigma restano passaggi decisivi per avvicinare i ragazzi ai servizi.

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