Il Giro arriva a Piancavallo passando dalla memoria: tappa friulana dedicata al sisma del 1976
Dalla partenza di Gemona all’arrivo nel Pordenonese, la frazione ha unito sport, ricordo delle vittime e omaggio alla ricostruzione del Friuli
Per il territorio pordenonese, l’arrivo del Giro a Piancavallo ha avuto quest’anno un significato che andava oltre la corsa. La frazione partita da Gemona del Friuli è stata costruita come un percorso nella memoria, con un tributo alle vittime del terremoto del 1976 nel cinquantesimo anniversario del sisma.
Prima che la tappa prendesse quota verso Aviano e quindi Piancavallo, il momento più solenne si è consumato a Gemona, davanti al cimitero cittadino. Qui la Carovana rosa ha osservato una pausa di raccoglimento, trasformando una giornata di sport in un passaggio dal forte valore civile per tutto il Friuli.
Un arrivo nel Pordenonese carico di significato
La Gemona-Piancavallo ha legato idealmente due aree simboliche della regione: da una parte i luoghi segnati dal terremoto e dalla ricostruzione, dall’altra la montagna pordenonese protagonista del finale di tappa. Nel tratto conclusivo il Giro ha toccato Meduno, Maniago, Montereale Valcellina, Aviano, Piancavallo e Barcis, portando nel Pordenonese una giornata seguita ben oltre l’aspetto agonistico.
Per chi ha accolto il passaggio della corsa lungo queste strade, il valore dell’evento è stato doppio: grande vetrina sportiva e, insieme, occasione per richiamare una pagina decisiva della storia friulana. Un filo che ha unito il ricordo del passato alla presenza odierna di migliaia di persone lungo il percorso.
La Maglia Rosa cambia per ricordare
Uno dei segni più evidenti di questa scelta è stato l’intervento sulla Maglia Rosa, personalizzata per la tappa con la frase "Il Friuli ringrazia e non dimentica". Una decisione condivisa con gli organizzatori del Giro e con Rcs, presentata come un fatto inedito nella storia della corsa durante un’edizione già in svolgimento.
Alla partenza dalla caserma Goi-Pantanali erano presenti, tra gli altri, il presidente della Regione Massimiliano Fedriga e il sindaco di Gemona Roberto Revelant. Fedriga ha rimarcato la portata internazionale di una tappa pensata anche come messaggio di riconoscenza verso chi sostenne le comunità friulane dopo il terremoto.
Secondo il governatore, la visibilità assicurata da una manifestazione come il Giro d’Italia rappresenta anche un’occasione per raccontare fuori dai confini regionali la storia della ricostruzione. Un tema che in questi mesi accompagna le iniziative per i 50 anni dal terremoto del Friuli.
Il passaggio davanti al cimitero e il ricordo delle vittime
Nel momento commemorativo davanti al cimitero erano presenti anche l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi, che presiede il Comitato per il cinquantesimo anniversario, e l’assessore alle Finanze Barbara Zilli. Proprio quel tratto, per Riccardi, ha rappresentato il punto più alto della giornata, perché capace di tenere insieme omaggio ai morti e identità di una comunità che ha saputo rialzarsi.
Riccardi ha inserito la tappa nel quadro dei principali appuntamenti organizzati con centro a Gemona in questo anno commemorativo, ricordando anche la messa solenne, la seduta straordinaria del Consiglio regionale e il concerto di Andrea Bocelli. Ha inoltre ringraziato il comitato di tappa e i volontari della Protezione civile impegnati nella gestione dell’evento.
Durante la sosta sono state richiamate le quasi 1000 vittime del sisma del 1976 ed è stato ricordato anche Enzo Cainero, figura chiave nel portare il Giro in Friuli. La benedizione è stata impartita da don Tacio Alexandre Puntel, vicario parrocchiale di Gemona.
Dalle strade addobbate al tifo per Jonathan Milan
Barbara Zilli ha sottolineato il legame tra memoria e promozione del territorio, indicando nelle comunità del cratere un esempio di capacità di ripartenza. Nel corso della giornata ha seguito anche il passaggio della Carovana a Osoppo e Artegna, richiamando l’impegno dei cittadini che hanno preparato le strade per l’arrivo del Giro.
Nel clima di festa non è mancato neppure un pensiero per Jonathan Milan, il campione friulano indicato come uno dei volti più attesi. Tra Gemona e Piancavallo, la tappa ha così assunto il profilo di un racconto collettivo: non solo competizione, ma anche memoria pubblica e orgoglio di un territorio che continua a riconoscersi nella propria storia.
Per il Pordenonese, l’arrivo a Piancavallo ha chiuso una giornata in cui lo sport ha fatto da cornice a un messaggio più ampio. Il Giro ha attraversato la regione portando con sé il ricordo del terremoto e della ricostruzione, consegnando anche alle strade della nostra provincia una tappa destinata a restare per il suo valore simbolico.