Inclusione scolastica, a Pordenone 9 mila euro al Centro territoriale per i casi di disabilità più complessi
La quota pordenonese rientra nel fondo regionale da 36 mila euro previsto nella Stabilità 2026 per rafforzare formazione e rete di supporto nelle scuole.
Per le scuole del Pordenonese è in arrivo una nuova quota di risorse destinata all’inclusione: 9 mila euro andranno infatti al Centro territoriale di supporto di Pordenone nell’ambito di un intervento regionale pensato per aiutare gli istituti nella gestione delle situazioni più delicate legate alla disabilità complessa.
Il finanziamento complessivo ammonta a 36 mila euro e riguarda l’intero Friuli Venezia Giulia. La misura è stata inserita con un emendamento alla legge di Stabilità 2026 presentato dal consigliere regionale Carlo Bolzonello e punta a dare strumenti operativi alle scuole, in particolare quando si presentano crisi comportamentali che richiedono competenze specifiche e un lavoro coordinato tra più servizi.
La quota destinata al territorio pordenonese
La ripartizione prevista assegna la stessa cifra ai quattro Centri territoriali di supporto regionali: uno a Gorizia, uno a Pordenone, uno a Udine e uno a Trieste. Per il capoluogo della Destra Tagliamento, quindi, il contributo servirà a sostenere attività che hanno come riferimento il progetto chiamato “Successo formativo a favore degli alunni con disabilità complessa”.
Si tratta di un intervento che guarda non solo agli studenti, ma anche al lavoro quotidiano di docenti e operatori scolastici, chiamati sempre più spesso a confrontarsi con situazioni complesse che possono emergere in classe o nei momenti di maggiore fragilità del percorso educativo.
Il lavoro previsto nelle scuole
Una parte centrale del programma riguarda la formazione degli insegnanti. In ogni provincia del Friuli Venezia Giulia sarà individuato un istituto di riferimento per sviluppare percorsi “Coping power scuola”, pensati per offrire strumenti utili a prevenire e affrontare le crisi comportamentali in ambito scolastico.
Accanto a questa attività sono previste anche due giornate formative intensive rivolte a un team di docenti e referenti territoriali per l’inclusione. Il gruppo sarà composto da figure che già seguono i casi più impegnativi, con l’obiettivo di consolidare metodi condivisi e una risposta più efficace nei diversi contesti scolastici.
Il percorso comprenderà inoltre tre momenti distinti dedicati all’avvio, al monitoraggio e alla chiusura del lavoro. L’impostazione, quindi, non si limita a singoli incontri, ma prova a costruire una continuità di intervento nel tempo.
Una rete tra scuola, sanità e servizi sociali
Alla base del progetto c’è un confronto tra Regione, Ufficio scolastico regionale, neuropsichiatrie delle aziende sanitarie, servizi sociali del territorio e Area welfare di comunità. L’idea è mettere in relazione competenze diverse, così da non lasciare le scuole sole davanti ai casi più difficili.
Nel Pordenonese, come nel resto della regione, il valore della misura sta proprio nella possibilità di rafforzare una presa in carico condivisa, capace di coinvolgere scuola, famiglie e servizi. L’obiettivo dichiarato è intervenire prima che le criticità diventino ingestibili e migliorare la qualità dell’inclusione scolastica.
Secondo quanto illustrato dal proponente, il progetto nasce anche dal lavoro sviluppato all’interno della Consulta regionale delle persone con disabilità. L’attuazione operativa passerà attraverso i quattro Cts regionali, compreso quello di Pordenone, che avrà il compito di tradurre queste risorse in attività concrete per il territorio.