«Mio fratello investito e ucciso a 13 anni»: a Nordest24 parla il fratello di Stefano Angonese | VIDEO

Samuele Angonese racconta la tragedia di suo fratello Stefano, travolto da un’auto pirata a 13 anni, e il dolore della famiglia.

28 marzo 2026 08:09
«Mio fratello investito e ucciso a 13 anni»: a Nordest24 parla il fratello di Stefano Angonese | VIDEO -
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VICENZA - La vita di Samuele Angonese è cambiata per sempre quella sera in cui suo fratellino Stefano, di soli 13 anni, è stato travolto da un’auto pirata a Tortima di Lusiana Conco. A Nordest24, Samuele racconta il dolore, i ricordi e la forza di una famiglia devastata dalla tragedia.

Un dolore senza fine

Samuele parla del giorno in cui tutto è cambiato e le parole del papà: “Ha distrutto la mia famiglia”. Il 18 febbraio, compleanno di Stefano, è stato un momento di sofferenza profonda, sapendo che il ragazzo non c’era più.

La sera dell’incidente

Quella sera mio fratello doveva andare a una sagra paesana poco distante da casa ed era con un amico”. Samuele ricorda la strada dove è avvenuto l’incidente: “È una strada illuminata, dove le auto non dovrebbero correre”. Sul luogo dell’incidente oggi ci sono fiori e ricordi lasciati da amici e familiari. Il giorno del funerale è stato un momento di grande emozione: lutto cittadino, piazza piena di persone, amici e bambini in chiesa, palloncini liberati in cielo e firme sulla bara degli amici di Stefano.

Un gesto d’amore e la ricerca di giustizia

La famiglia ha donato le cornee di Stefano come ultimo atto di generosità. L’auto che lo ha travolto era guidata da un 23enne, fermato grazie ai rottami, accusato di omicidio stradale e omissione di soccorso. Samuele racconta le riflessioni della famiglia sull’episodio: “Mio padre ha detto che forse fermandosi avrebbe potuto salvarlo”. La famiglia del giovane ha chiesto scusa, ma il dolore e la rabbia restano forti: “Chiediamo giustizia”.

Chi era Stefano

Samuele ricorda le passioni del fratello: “Amava gli aerei, giocava a calcio, girava in bici. La nostra casa era sempre piena di amici. Stefano era un bambino pieno di vita, con tanti sogni, voleva aprire un’officina di bici”. Racconta anche il rapporto con il fratellino minore e il desiderio di protezione e affetto reciproco.

Appello contro l’omissione di soccorso

La famiglia lancia un messaggio chiaro: “Vogliamo sensibilizzare tutti contro l’omissione di soccorso. Nessuno dovrebbe trovarsi nella situazione di perdere un figlio così giovane per un gesto di negligenza”.

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