Maniago, il nuovo dolore della famiglia Tafa: «Dalla tomba di Daniel spariti fiori e lumini»
La segnalazione arriva dalla madre del 22enne morto nello stabilimento Stm. Un gesto che riapre una ferita ancora viva tra Maniago e Vajont.
Non è solo una sottrazione materiale, ma un colpo che pesa sul ricordo di un ragazzo la cui morte ha segnato profondamente il territorio. A Maniago la famiglia di Daniel Tafa denuncia la scomparsa di fiori, candele e altri oggetti lasciati sulla sua tomba, segni semplici ma carichi di significato per chi continua a frequentare quel luogo di memoria.
A rendere pubblica la vicenda è stata la madre, Donika, che ha parlato di episodi avvenuti sulla sepoltura del figlio. Per i familiari, quei piccoli omaggi rappresentano un modo quotidiano per tenere vivo un legame che il tempo non ha cancellato.
Un gesto che ferisce oltre l'oggetto portato via
Chi passa al cimitero per Daniel non lascia soltanto un mazzo di fiori o un lumino. Lascia un pensiero, una visita, una presenza. Proprio per questo la sparizione di quanto deposto sulla tomba viene vissuta con particolare amarezza da chi, dopo la tragedia, continua a cercare uno spazio di raccoglimento.
Al momento non emergono elementi su chi possa aver compiuto questi gesti. Resta però il peso della denuncia della famiglia, che si trova ad affrontare un'ulteriore sofferenza in un percorso già segnato da una perdita durissima.
Il ricordo di Daniel resta forte nel Pordenonese
La vicenda di Daniel Tafa aveva colpito non solo Maniago, ma anche Vajont e più in generale l'area pordenonese. Il giovane era morto a 22 anni mentre si trovava al lavoro nello stabilimento Stm di Maniago, una notizia che aveva lasciato sgomenta la comunità.
Da allora il suo nome è rimasto presente nel ricordo di molti. Attorno alla sua figura si è raccolto un affetto che non si è esaurito con il passare dei mesi, ma che continua a manifestarsi anche attraverso visite al cimitero e segni lasciati in sua memoria.
Da Vajont una risposta di solidarietà
Fra le iniziative nate nel suo nome c'è stato anche il Memorial Daniel Tafa organizzato a Vajont. L'appuntamento, nel mese di agosto, aveva trasformato il ricordo del giovane in un gesto concreto, portando oltre 15 nuovi donatori all'Afds.
È anche per questo che quanto segnalato dalla madre assume un valore che va oltre il singolo episodio. Toccare ciò che amici e parenti lasciano sulla tomba significa intervenire su un luogo che, per la famiglia e per tante persone del territorio, resta parte viva della memoria di Daniel.
In quella tomba, infatti, non vengono deposti soltanto oggetti. Ci sono l'affetto di una comunità, il dolore dei suoi cari e il bisogno, ancora fortissimo, di non lasciare solo il ricordo di un ragazzo scomparso troppo presto.