Maniago, nel casolare 28 chili di marijuana: arrestato un 56enne di Frisanco

L’operazione dei carabinieri ha portato al sequestro di droga già confezionata e altra ancora da lavorare. La Procura di Pordenone valuta anche eventuali altri coinvolgimenti.

12 ottobre 2026 19:19
Maniago, nel casolare 28 chili di marijuana: arrestato un 56enne di Frisanco -
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Un casolare della zona di Maniago sarebbe stato trasformato, secondo gli inquirenti, in un punto di raccolta e preparazione della marijuana. Il risultato dell’intervento dei carabinieri è un sequestro rilevante per il territorio: circa 28 chili di stupefacente e l’arresto di un uomo di 56 anni residente a Frisanco.

L’operazione, condotta dai militari della Stazione di Maniago, si inserisce nel quadro dei controlli sul fronte dello spaccio nell’area pedemontana pordenonese. Dentro l’edificio i carabinieri hanno trovato sostanza in momenti diversi della lavorazione, elemento che rafforza l’ipotesi di un’attività non occasionale.

Il cinquantaseienne, indicato con le iniziali U. M., è stato fermato in flagranza. Restano intanto aperti ulteriori approfondimenti investigativi per chiarire se attorno alla gestione del casolare ruotassero anche altre persone.

Il controllo dopo settimane di monitoraggio

Prima dell’intervento, i militari avevano seguito per diverso tempo movimenti e presenze ritenuti sospetti. I servizi di osservazione, proseguiti per settimane, hanno consentito di raccogliere gli elementi poi confluiti nel controllo che ha fatto emergere il quantitativo di droga custodito nella struttura.

Da quanto ricostruito, proprio quel lavoro preliminare ha portato l’attenzione sul 56enne di Frisanco e sull’utilizzo del casolare come base operativa. L’indagine, quindi, non nasce da un accertamento casuale ma da una verifica progressiva sul territorio.

Droga già pronta e altra ancora in essiccazione

All’interno dell’immobile i carabinieri hanno rinvenuto rami appena recisi, marijuana lasciata ad asciugare e confezioni sottovuoto già preparate. Un quadro che, nella lettura investigativa, descrive un luogo adibito non solo alla conservazione della sostanza ma anche alla sua sistemazione in vista della distribuzione.

Il materiale sequestrato farebbe pensare a una produzione di dimensioni significative. Gli accertamenti svolti finora, infatti, portano gli investigatori a ritenere che la marijuana provenisse da una coltivazione consistente, attribuita in ipotesi all’indagato.

Secondo gli elementi raccolti, nel casolare sarebbero state svolte più fasi della filiera: deposito, stoccaggio e confezionamento. Anche la presenza di accorgimenti tecnici emersi durante i rilievi viene considerata compatibile con un’attività organizzata.

Le verifiche della Procura di Pordenone

L’inchiesta non si ferma all’arresto del 56enne. Gli investigatori hanno infatti raccolto riscontri anche su altri possibili soggetti che, a vario titolo, avrebbero potuto offrire supporto o facilitare l’attività contestata.

Le singole posizioni sono ora all’esame della Procura della Repubblica di Pordenone, che coordina gli approfondimenti. Per la provincia si tratta di un’operazione che riporta l’attenzione su un traffico che, anche in contesti defilati, può contare su strutture dedicate e su una logistica ben definita.

Un sequestro rilevante per l’area maniaghese

Il quantitativo trovato nel casolare colloca l’intervento tra quelli di maggiore impatto recente nella zona, almeno per volume della sostanza recuperata. L’Arma ha confermato che i controlli contro produzione e spaccio di stupefacenti proseguiranno anche nei prossimi mesi nel Pordenonese.

Negli ultimi tempi, del resto, altre indagini in provincia hanno già mostrato come il fenomeno interessi aree diverse, dalla pianura alla fascia montana. Il sequestro di Maniago aggiunge ora un nuovo tassello a questo quadro e apre un ulteriore fronte investigativo sul possibile coinvolgimento di altri soggetti.

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