Maniago, sulla morte di Daniel Tafa la perizia punta sulla sicurezza: incidente ritenuto evitabile

Nell’inchiesta aperta dalla Procura di Pordenone emergono rilievi sulle misure adottate nello stabilimento Stm. Sette le persone iscritte nel registro degli indagati.

07 luglio 2026 22:18
Maniago, sulla morte di Daniel Tafa la perizia punta sulla sicurezza: incidente ritenuto evitabile - A destra la madre di Daniel a Nordest24
A destra la madre di Daniel a Nordest24
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La consulenza tecnica entrata nell’inchiesta sulla morte di Daniel Tafa segna un passaggio centrale per il caso che, da marzo, scuote Maniago e l’intero territorio pordenonese. Secondo le conclusioni riportate nel documento, l’incidente costato la vita al giovane operaio non sarebbe stato un evento imprevedibile.

Tafa, 22 anni, era morto il 25 marzo 2025 all’interno dello stabilimento Stm di Maniago. L’elaborato disposto dalla Procura di Pordenone mette ora sotto osservazione l’assetto della sicurezza nel reparto in cui si verificò l’infortunio, indicando possibili criticità nelle misure adottate dall’azienda prima della tragedia.

Il punto al centro dell’inchiesta

Nel procedimento risultano iscritte sette persone, tra figure dirigenziali, responsabili legati alla sicurezza e altri ruoli apicali della società. L’attività investigativa si concentra sulle condizioni operative presenti nello stabilimento e sulle procedure applicate nel contesto di lavoro in cui avvenne l’episodio.

Il passaggio più rilevante della relazione è quello in cui si sostiene che l’evento mortale sarebbe stato prevedibile e prevenibile, alla luce degli strumenti tecnici disponibili, degli obblighi normativi e dell’esperienza maturata nel tempo dall’azienda sul fronte degli infortuni.

Le valutazioni contenute nella relazione

Nel testo della consulenza si legge che l’infortunio sarebbe stato «oggettivamente prevedibile e tecnicamente evitabile attraverso misure che erano esigibili in base al progresso tecnico, alla normativa vigente e soprattutto alla specifica esperienza infortunistica maturata dall’azienda nel corso degli anni».

Si tratta di un’affermazione destinata a pesare nell’evoluzione dell’indagine, perché collega la ricostruzione del fatto non soltanto a quanto accaduto quel giorno, ma anche al sistema di prevenzione che avrebbe dovuto ridurre il rischio nel reparto produttivo.

Un caso che resta al centro dell’attenzione nel Pordenonese

La vicenda ha avuto un forte impatto a Maniago, città dove il lavoro in fabbrica rappresenta una parte importante della vita economica e sociale. Per questo gli sviluppi dell’inchiesta vengono seguiti con particolare attenzione anche fuori dallo stabilimento coinvolto.

La consulenza acquisita dalla Procura non chiude il percorso giudiziario, ma aggiunge un elemento netto alla ricostruzione dei fatti: per gli esperti incaricati, la morte di Daniel Tafa avrebbe potuto essere evitata con misure adeguate di sicurezza.

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