Medico condannato per omissioni in atti d’ufficio dopo la morte di una donna a Teglio
TEGLIO (SO) – PADOVA— Un medico, in servizio presso la guardia medica, è stato condannato a un anno di reclusione (pena sospesa) dal Tribunale di Pordenone per omissioni in atti d’ufficio, a seguito della morte di una donna avvenuta nel gennaio 2018 a Teglio (Sondrio).
Il medico di turno, J. B., 57enne di Padova, è ritenuto responsabile in quanto aveva inizialmente suggerito di contattare il 118, ma per il Pubblico Ministero, Carmelo Barbaro, avrebbe dovuto farlo lui stesso in virtù del suo ruolo.
Il decesso della donna a causa di arresto cardiaco
Il marito della donna quel giorno di gennaio del 2018 contatta la guardia medica presso il Pronto Soccorso di Portogruaro comunicando che la moglie lamentava seri problemi respiratori.
In un quadro medico corretto, questo avrebbe dovuto far scattare un intervento urgente. Il medico, invece, suggerisce di contattare il 118, ma secondo quanto contestato dal pubblico ministero Carmelo Barbaro, avrebbe dovuto occuparsene direttamente in quanto incaricato del servizio di emergenza. Questa mancanza è alla base della prima accusa di omissione nei confronti del medico.
Il medico arriva presso l’abitazione della donna alle 14:30, ben oltre due ore dopo la segnalazione iniziale. Secondo l’accusa, il medico non esegue un’anamnesi accurata, non ascolta i polmoni della paziente, né approfondisce il quadro clinico.
L’intervento si limita a una diagnosi di bronchite, con la prescrizione di Fluibron e Bentelan. Un approccio che, secondo l’accusa, ha rappresentato una negligenza grave.
Poche ore dopo, la donna muore per un infarto, come confermato dall’autopsia condotta dal medico legale Antonello Cirnelli.