Meduno, una stele per i 50 anni dell’AFDS: il paese rende omaggio ai donatori

Nel comune della Val Meduna celebrazione per il mezzo secolo della sezione locale: premiati sei volontari e ricordato il legame con la comunità.

26 ottobre 2026 11:02
Meduno, una stele per i 50 anni dell’AFDS: il paese rende omaggio ai donatori -
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A Meduno il cinquantesimo anniversario dell’AFDS non è stato celebrato solo con una cerimonia, ma con un segno destinato a restare nel tempo. In piazza della Chiesa è stata infatti scoperta una stele voluta per ricordare mezzo secolo di attività della sezione locale, punto di riferimento per la cultura della donazione nel territorio.

La ricorrenza, festeggiata domenica 25 ottobre, ha riunito soci, volontari, amministratori e cittadini. Per il comune della Val Meduna è stata l’occasione per ripercorrere una storia fatta di impegno costante, partecipazione civica e attenzione concreta verso il sistema sanitario, attraverso la raccolta di sangue e la sensibilizzazione di nuove generazioni di donatori.

Un simbolo pensato per restare in paese

L’elemento centrale della giornata è stato il monumento realizzato per lasciare una memoria stabile dell’associazione nel cuore del paese. L’opera richiama in modo diretto il contesto locale: il basamento rivestito di sassi rimanda al Meduna, mentre la pietra principale è un calcare bianco proveniente dall’area montana del territorio.

Sulla parte superiore compare il simbolo dell’AFDS, con la goccia di sangue e il pellicano, immagine tradizionalmente associata al dono di sé. L’idea, emersa da un suggerimento dell’amministrazione comunale, è stata sviluppata dalla sezione con l’obiettivo di legare il messaggio della donazione all’identità di Meduno.

Alla realizzazione hanno contribuito Marco Boz, Bruno Sovran, Bruno Del Bianco, Mario Menegon, Daniele De Stefano e Massimo De Stefano, insieme ad altri collaboratori. Il supporto economico di Banca 360 FVG ha sostenuto sia l’opera sia l’organizzazione dell’anniversario. La stele entrerà ora nel patrimonio del Comune.

Una storia che parte dal 1976

La sezione medunese nacque nel 1976 come quarantesima realtà dell’Associazione Friulana Donatori di Sangue. Un anno che in Friuli resta segnato dal terremoto, e che rende ancora più significativo l’avvio di un’esperienza fondata sulla solidarietà e sulla risposta ai bisogni della collettività.

Nel corso dei decenni si sono succeduti alla guida Franco Del Bianco, primo presidente fino al 1987, poi Mario Rosa Bernardis, Mara Bonitta e Sandra Viel, oggi vicepresidente. Cinquant’anni attraversati mantenendo al centro la promozione del dono volontario e gratuito.

Il passaggio ai giovani e le benemerenze

Durante la celebrazione ha preso la parola anche il presidente Enrico Mastello, in carica dallo scorso giugno. A 23 anni rappresenta un passaggio generazionale importante per la sezione, che guarda ai più giovani come risorsa decisiva per dare continuità all’attività associativa. Nel suo intervento ha richiamato il valore concreto di un gesto semplice, ma essenziale per molte cure.

Accanto all’inaugurazione della stele, la giornata ha previsto anche gli interventi della vicepresidente provinciale AFDS Alice De Michiel e del vicesindaco di Meduno Paolo Borsoi. Sono quindi state consegnate le benemerenze a sei donatori: Valentina Ortis per 8 donazioni, Giuseppe Rugo per 10, Ilaria Ferroli per 15, Renato Bevilacqua e Gimmy Paveglio per 35, Sergio Melosso per 50.

La festa si è chiusa con un momento conviviale nella sala di Banca 360 FVG, ma il messaggio lasciato dall’anniversario va oltre la ricorrenza. Per Meduno, e più in generale per il tessuto associativo della provincia di Pordenone, resta il valore di una presenza che da mezzo secolo tiene insieme volontariato, salute pubblica e appartenenza alla comunità.

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