“Menu fisso 25 euro compresa la cameriera”: scoppia la polemica a Fontanafredda
Cittadini divisi tra chi lo considera una semplice goliardata e chi lo etichetta come sessista e offensivo
FONTANAFREDDA (PORDENONE) – “Menu fisso 25 euro compresa la cameriera”: è questa la scritta sul cartello all’ingresso del Bar Danilo di Fontanafredda che ha riacceso le polemiche nella cittadina in provincia di Pordenone. Un’insegna che divide, tra chi la considera una semplice goliardata e chi la giudica offensiva e sessista.
La protesta del sindacato: "frase sessista, il cartello va rimosso"
Secondo la Flc-Cgil, infatti, il messaggio rappresenterebbe un vero e proprio insulto alla dignità femminile. Giuseppe Mancaniello, segretario del sindacato, ha affermato: “È un esempio di sessismo contro le donne. Dopo casi come il fotomontaggio di Elly Schlein travestita da Befana e il commento di Roberto Dipiazza, diciamo basta”.
La richiesta del sindacato è chiara: rimuovere l’insegna dall’ingresso del bar, segnalata anche da diversi cittadini.
La replica del titolare del bar
Danilo Rovere, titolare del bar, difende il cartello, in quanto si tratterebbe solo di umorismo innocuo, che non offende nessuno.
“Non vuole essere una provocazione, è solo una battuta – spiega –. E poi, il cartello è nella mia proprietà privata”. L’insegna, secondo Rovere, sarebbe lì da anni senza creare problemi, anzi, avrebbe anche attratto qualche cliente curioso.
L'ironia è la 'firma' del locale
Il cartello non è l’unico esempio di ironia presente al Bar Danilo. Tra le pareti campeggiano altre scritte come “Locale riscaldato (da giugno ad agosto)” o “Rapina con appuntamento”.
In passato, il titolare ha creato anche epigrafi macabre e divertenti, come quella che imitava un sismografo, e battute sul personale del bar, sempre con l’obiettivo di stimolare il sorriso dei clienti.
Nonostante l’intento del proprietario, molti cittadini non la pensano così. L’ex consigliera Sonia D’Aniello ha definito il cartello “una vergogna” sui social, mentre altri commenti parlano di un’ironia ormai superata e inaccettabile nel 2026.