Montereale Valcellina, il Malnisio Science Festival torna a novembre con tre giorni di incontri
Dal 20 al 22 novembre 2026 l’ex centrale Pitter ospita l’ottava edizione: oltre 30 appuntamenti tra divulgazione, scuole e ricerca.
Malnisio si prepara a riaccendere uno degli appuntamenti culturali più riconoscibili dell’area montana pordenonese. Dal 20 al 22 novembre 2026 l’ex centrale idroelettrica Pitter, nel comune di Montereale Valcellina, farà da cornice all’ottava edizione del Malnisio Science Festival.
La rassegna porta quest’anno il titolo “CollegaMenti. La scienza che unisce” e mette in agenda più di 30 eventi distribuiti in tre giornate. Sono attesi 40 ospiti tra studiosi e divulgatori provenienti da diverse realtà italiane, con una proposta che intreccia conferenze, laboratori e momenti di spettacolo.
Un appuntamento che rafforza il ruolo di Malnisio
Per il territorio della provincia di Pordenone il festival rappresenta ormai un riferimento stabile nel campo della divulgazione scientifica. La scelta di confermare come sede l’ex centrale Pitter consolida il legame tra la manifestazione e uno spazio che negli ultimi anni ha ospitato iniziative culturali aperte al pubblico, diventando un punto di richiamo anche fuori dal solo ambito locale.
Il filo conduttore dell’edizione 2026 è quello della connessione: tra discipline differenti, tra ricerca e vita di tutti i giorni, ma anche tra esperti, cittadini e mondo della scuola. Un’impostazione che punta a rendere accessibili temi complessi senza rinunciare al rigore scientifico.
I temi al centro della tre giorni
Il programma annunciato attraversa alcuni dei fronti oggi più discussi, dall’intelligenza artificiale alla medicina, passando per neuroscienze e onde gravitazionali. Accanto agli incontri, il festival prevede formule diverse per coinvolgere pubblici differenti, compresi i più giovani.
Proprio questo equilibrio tra approfondimento e partecipazione è uno degli elementi che distinguono la manifestazione di Malnisio. L’obiettivo non è soltanto presentare risultati e studi, ma creare occasioni di dialogo tra chi fa ricerca e chi vive il territorio.
La rete scientifica e il percorso verso il 2027
L’organizzazione è affidata al Comune di Montereale Valcellina con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia. L’iniziativa si inserisce inoltre nel cammino che accompagna Pordenone verso il 2027, anno in cui sarà capitale italiana della Cultura.
Attorno al festival si raccoglie una rete ampia di soggetti del mondo accademico e scientifico: Area Science Park, Università di Trieste, Università di Udine, Sissa Trieste, Centro nazionale di ricerca, Istituto nazionale fisica nucleare, Scuola superiore S. Anna di Pisa, Fondazione Telethon e Cro di Aviano. Una collaborazione che conferma la capacità dell’evento di mettere in relazione esperienze e competenze diverse.
Il valore riconosciuto dalla Regione
Presentando l’edizione 2026 a Trieste, l’assessore regionale alla Ricerca Alessia Rosolen ha richiamato il significato della scelta di una sede fuori dai grandi centri, sottolineando come proprio questo contesto sia riuscito nel tempo a diventare luogo di confronto e partecipazione.
Rosolen ha evidenziato anche la dimensione comunitaria del progetto: non una semplice rassegna dedicata alla tecnologia, ma uno spazio capace di leggere il presente attraverso la ricerca, coinvolgendo scuole e pubblico in una riflessione più ampia. Per Montereale Valcellina e per il Pordenonese, il festival si conferma così come un appuntamento che unisce cultura scientifica e identità del territorio.