Musica sacra a San Marco: domenica sera il festival torna in Duomo con “Ghirlanda spirituale”
A Pordenone il secondo appuntamento della rassegna: voce e arpa doppia per un viaggio nel primo Barocco, con ingresso libero fino a esaurimento dei posti.
Il Festival internazionale di Musica Sacra fa tappa di nuovo nel cuore di Pordenone con una proposta che guarda al primo Seicento e al dialogo tra parola, fede e suono. Domenica 14 giugno, alle 20.45, il Duomo Concattedrale San Marco ospiterà “Ghirlanda spirituale”, concerto affidato al soprano Elena Di Marino e a Marina Bonetti all’arpa doppia a tre ordini.
Per il pubblico cittadino si tratta del secondo incontro della 35^ edizione della rassegna. L’accesso è gratuito, fino al completamento dei posti disponibili, in una serata che punta su un repertorio raro e su uno strumento oggi poco frequente all’ascolto.
Un programma costruito tra meditazione e intensità espressiva
Il titolo scelto per l’appuntamento richiama una stagione musicale in cui il rapporto tra testo e musica si fa particolarmente diretto. Il percorso attraversa pagine vocali e strumentali del Barocco iniziale, seguendo registri diversi: raccoglimento, slancio interiore, devozione, contrasti affettivi.
Una parte significativa del concerto è legata ai brani nati attorno al Cantico dei Cantici, riferimento molto presente nella cultura musicale del Seicento. In programma figurano “Audi, amica mea” di Bartolomeo Barbarino e “O quam tu pulchra es” di Alessandro Grandi, dove il lessico amoroso viene riletto in chiave spirituale.
Accanto a queste pagine compaiono anche forme più vicine alla pratica dell’oratorio, come “O forza divina dell’oratione”, costruita sull’aria conosciuta come Bella Pedrina. L’itinerario si apre inoltre con il “Lamento” di Johann Jakob Froberger, indicato tra le composizioni più forti del Seicento europeo.
Il ruolo dell’arpa doppia nel concerto di Pordenone
Uno degli elementi più interessanti della serata in Duomo è la presenza dell’arpa doppia, detta anche a tre ordini o a tre registri. Si tratta di uno strumento che oggi si ascolta di rado, ma che in quel repertorio aveva un ruolo di primo piano per varietà timbrica e capacità di sostenere la linea vocale.
Nel programma pordenonese l’arpa non avrà soltanto funzione di accompagnamento. Sarà anche protagonista in pagine strumentali come una Ricercata anonima dal manoscritto di Castell’Arquato, intavolature di Johann Hieronymus Kapsberger, una toccata di Francesco Lambardo e la “Passacaglia” di Luigi Rossi, testimone strumentale arrivata fino a noi attraverso il manoscritto Bauyn.
Tra i momenti annunciati c’è anche “Dicano i monti” di Orazio Michi dell’Arpa, cantata spirituale in cui il rapporto tra parola e musica emerge con particolare evidenza. Nel programma trova spazio pure il mottetto “Iubilet tota civitas” di Claudio Monteverdi, mentre la conclusione è affidata alla “Canzonetta sopra alla nanna” di Tarquinio Merula.
Le interpreti della serata
Elena Di Marino si è formata nel canto con studi conclusi con il massimo dei voti al Conservatorio di Trento, proseguendo poi l’approfondimento del repertorio rinascimentale e barocco al Conservatorio di Rovigo. La sua attività l’ha portata in festival e istituzioni musicali in Italia e all’estero, con esperienze che comprendono anche Vienna, Stoccarda e Innsbruck.
Nel suo percorso figurano esecuzioni di Mozart, Monteverdi, Vivaldi, Stravinsky e Mendelssohn, insieme a un costante lavoro di ricerca musicologica. Collabora con ensemble professionali specializzati e ha ottenuto riconoscimenti in concorsi dedicati al canto lirico e alla musica da camera italiana.
Marina Bonetti ha iniziato giovanissima lo studio della musica e, dopo il diploma in arpa, ha orientato il proprio cammino verso la riscoperta delle arpe storiche e della musica antica. Nel corso della carriera si è esibita in Europa e fuori dal continente, lavorando con direttori e interpreti di rilievo internazionale come Claudio Scimone, Alessandro De Marchi, Gabriel Garrido e Jordi Savall.
Alla scena concertistica affianca da oltre vent’anni un’intensa attività didattica. Ha inciso numerosi cd, alcuni premiati dalla critica specializzata, e continua a collaborare con ensemble di primo piano nel campo dell’esecuzione storicamente informata.
La rassegna e i prossimi appuntamenti
Il festival è promosso da Presenza e Cultura con la direzione artistica dei maestri Franco Calabretto ed Eddi De Nadai. L’edizione 2026 rientra nel percorso tematico triennale “Fede ed eresia” ed è realizzata con la collaborazione del Ministero della Cultura, della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Pordenone, con il sostegno di Fondazione Friuli e BCC Pordenonese Monsile.
Media partner della manifestazione sono Rai Friuli Venezia Giulia e Rai Radio 3, con Italiafestival tra i partner. Dopo l’appuntamento di domenica in Duomo, il cartellone proseguirà giovedì 18 giugno con “Laudarium”, affidato a LaReverdie, ensemble specializzato nel repertorio medievale e rinascimentale. Anche in quel caso l’ingresso sarà libero.