Grande operazione di soccorso condivisa per portare in salvo l'escursionista disperso a Claut
Le operazioni si sono concluse alle 4:30 di oggi. Per l'escursionista disperso solo una lieve ipotermia.
CLAUT (PORDENONE) - Ă stata una operazione di grande rilievo, che ha messo in campo tutte le competenze tecniche, strategiche operative e di coordinamento delle varie forze in campo, quella che ha permesso di portare in salvo un escursionista di Caneva (PN), classe 1979, che non aveva fatto rientro alla propria automobile domenica 16 agosto dopo un anello di una trentina di chilometri e migliaia di metri di dislivello attorno al Col Nudo.
Le operazioni si sono concluse alle 4:30 di oggi, 17 agosto, (lâattivazione da parte di Sores è avvenuta intorno alle 19:45) con la partecipazione di 15 tecnici del Soccorso Alpino, stazione Valcellina, Elisoccorso regionale FVG, Guardia di Finanza, Carabinieri di Cimolais, Protezione Civile, un anestesista rianimatore del Soccorso Alpino, Vigili del Fuoco con i droni e il Rescue Coordination Center del Comando Operazioni Aerospaziali dell'Aeronautica Militare di Poggio Renatico (FE). Preallertate anche la confinante stazione di Alpago del Soccorso Alpino e le UnitĂ Cinofile per il 17 agosto.
LE PRIME FASI DELLA RICERCA
Le squadre di terra della stazione Valcellina del Soccorso Alpino hanno individuato lâautomobile dellâescursionista circa mezzora dopo lâattivazione a Cellino di Sopra, punto dal quale la moglie dellâescursionista aveva riferito che doveva essere partito per il suo giro. In quel momento era ancora in corso un temporale sulla conca di Claut, che però era in esaurimento.
Durante il successivo briefing dei soccorritori si è appreso che proprio domenica 16 agosto un soccorritore della stazione Valcellina era salito in cima al Col Nudo e aveva incontrato un uomo che scendeva dalla cima che poteva corrispondere alle caratteristiche di un ârunnerâ ovvero di una persona attrezzata e vestita ad hoc per percorrere molti chilometri e considerevoli dislivelli in giornata. I due avevano scambiato alcune parole sul possibile itinerario di rientro, soprattutto sui tratti privi di segnavia Cai che in alcune varianti del percorso potevano essere intrapresi e che lâescursionista avrebbe contemplato di affrontare. Un ulteriore scambio telefonico dei soccorritori con la moglie dellâescursionista ricercato ha confermato le caratteristiche dellâabbigliamento e il tipo di approccio âsportivoâ del marito al percorso. Analizzato lâipotetico itinerario di rientro dellâuomo dalla cima, sfruttando anche le indicazioni fornite sulla cartina dalla moglie, che aveva proprio segnato il percorso previsto, i soccorritori hanno cercato di fare una verifica sui possibili punti dâappoggio lungo lo stesso. Dopo alcune difficoltĂ legate al maltempo, che rendeva funzionante a singhiozzo la rete telefonica, è stato contattato il gestore del Rifugio Casera Ditta, che non aveva riscontrato il passaggio di nessuno con quelle caratteristiche.
Un altro possibile punto di appoggio poteva essere il ricovero non gestito posto a Forcella Feron, da dove poi lâescursionista avrebbe potuto fare lâomonima Valle Feron e raggiungere la statale che porta a Cimolais o a Cellino di Sopra.
CIRCOSCRIZIONE DEL TERRENO DI RICERCA E STRATEGIA DEI MEZZI AEREI DA IMPIEGARE
Nel frattempo la Guardia di Finanza aveva potuto ottenere dal gestore telefonico informazioni relative allâultimo aggancio della rete del cellulare del disperso, che corrispondeva al versante clautano e non a quello veneto. Le possibili linee di ricerca potevano essere tre: la ricerca notturna da parte delle squadre di terra, percorrendo lâitinerario in senso contrario e auspicabilmente andando incontro al disperso, almeno fin dove il tipo di terreno lo avrebbe consentito di notte; oppure effettuare una ricerca per via aerea, notturna o diurna. Appena lâelicottero dellâelisoccorso regionale del Friuli Venezia Giulia si è liberato da una missione in corso, tramite attivazione da parte di Sores, questo ha raggiunto il campo base di Claut. Lâelicottero dellâelisoccorso regionale può effettuare ricerca notturna con strumentazione adeguata, visori notturni NVG e termocamera, con sbarchi effettuabili solo in certi punti prestabiliti. Per questo motivo si è preallertata anche lâAeronautica Militare, il cui elicottero HH-139B dellâ83Âş Centro SAR del 15Âş Stormo - decollato poi da Cervia - può effettuare tutti i tipi di operazioni e a bordo ha anche la strumentazione per rilevare a terra la presenza di un cellulare indipendentemente dalla copertura di rete, se il cellulare è acceso e in ricerca rete.
Esaurita la perturbazione locale e verificate le condizioni meteo ambientali Sores ha trasmesso la mappa allâequipaggio che ha verificato le proprie cartografie tecniche e lâeventuale presenza di ostacoli ed è decollato verso Claut alle 21:30 con equipaggio completo (tecnico di elisoccorso, medico e infermiere, due piloti e tecnico verricellista). Lâelicottero ha effettuato un primo sorvolo dellâarea per la verifica delle condizioni di visibilitĂ e umiditĂ residua e poi è atterrato alle 21:50 al campo base della piazzola notturna dove ha alleggerito il peso, sbarcando sanitari e dotazioni sanitarie; ha dunque imbarcato un secondo tecnico di elisoccorso a bordo e ha effettuato un primo sorvolo di ricerca dove è stata individuata una prima luce. La prima luce individuata era quella del Rifugio Casera Ditta. Â
PERLUSTRAZIONE AEREA E INDIVIDUAZIONE DEL DISPERSO
Proseguendo la perlustrazione alle 22:40 è stata individuata una seconda luce che pareva lampeggiare: abbassando la quota del sorvolo e avvicinandosi sulla verticale della luce si è capito che la luce si muoveva e che a muoverla era una persona: grazie ai fari presenti a bordo la persona è stata anche chiaramente illuminata da una distanza di circa cento metri di altezza. Lâelicottero, dopo aver rilevato la posizione precisa dellâescursionista, è poi rientrato campo base - e poco dopo, riattivato per un incidente stradale, è andato via - non essendovi punti vicini per sbarcare le squadre in notturna.
Comunicato allâAeronautica Militare lâesito della ricognizione e fornite le coordinate, è stato richiesta la presenza di un medico anestesista, che è partito da Udine e si è spostato il campo base presso lâAviosuperficie di Pinedo che per dimensione e caratteristiche poteva ospitare lâelicottero militare ed altri elicotteri.
Alle 2:30 è atterrato lâelicottero militare, ha imbarcato due soccorritori della stazione Valcellina a bordo ed è decollato di nuovo alla volta della posizione individuata dallâelicottero precedente. Lâescursionista si trovava sul fondo di una valle molto incassata con un torrente, con pareti ai lati, versanti ripidi e vegetazione. I tecnici presenti a bordo hanno capito che il fondovalle era percorribile e hanno preparato e compiuto lo sbarco al verricello dellâaereosoccorritore militare cento metri a valle del disperso, sullâalveo privo di vegetazione. Appena sbarcato si è visto che la luce dellâescurionsista si muoveva verso di lui: la persona ha raggiunto da sola il soccorritore. Verricellato a bordo, lâescursionista è stato portato al campo base e visitato dai sanitari dellâambulanza e dal medico del Soccorso Alpino: aveva solo una leggera ipotermia ed è potuto rientrare autonomamente a casa.