Pertini-Mattiussi, gli studenti geometri dentro il piano accessibilità di Pordenone

La classe quarta dell’istituto ha partecipato a un incontro sul PEBA: focus su progettazione inclusiva, formazione tecnica e spazi pubblici pensati per tutti.

13 ottobre 2026 17:33
Pertini-Mattiussi, gli studenti geometri dentro il piano accessibilità di Pordenone -
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La città prova a costruire l’accessibilità partendo da chi domani disegnerà edifici e spazi urbani. A Pordenone il lavoro sul PEBA ha fatto tappa al Pertini-Mattiussi, dove gli studenti del quarto anno dell’indirizzo geometri hanno seguito un confronto dedicato ai criteri della progettazione inclusiva.

L’incontro si è svolto nella mattinata del 13 ottobre 2026 e ha messo al centro il principio del “design for all”, cioè l’idea di concepire ambienti utilizzabili dal maggior numero possibile di persone fin dalla fase progettuale, senza intervenire solo in un secondo momento per rimediare a ostacoli già presenti.

Una tappa che guarda ai futuri tecnici del territorio

Per una scuola che forma figure destinate a lavorare in edilizia e nella pianificazione degli spazi, il tema ha un risvolto concreto. Il passaggio nelle aule non è stato pensato come appuntamento isolato, ma come parte di un percorso che punta a far entrare l’accessibilità nella preparazione di chi, nei prossimi anni, potrà avere un ruolo nella trasformazione della città e più in generale del territorio.

Il Comune ha scelto infatti di rivolgersi agli studenti che stanno seguendo un percorso tecnico proprio per spostare l’attenzione su un punto preciso: eliminare le barriere non significa soltanto correggere criticità esistenti, ma impostare i progetti con criteri più inclusivi fin dall’inizio.

Il PEBA non si ferma alla mappa delle criticità

Il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche avviato da Pordenone comprende l’individuazione degli ostacoli presenti negli spazi pubblici e la programmazione degli interventi necessari. Accanto a questa parte, però, l’amministrazione ha inserito anche un lavoro di formazione e sensibilizzazione rivolto a tecnici, professionisti e cittadini.

In questo quadro si colloca anche l’appuntamento con il Pertini-Mattiussi. L’obiettivo è allargare la discussione oltre gli uffici comunali, coinvolgendo soggetti che possono incidere nel tempo sulla qualità dei progetti e sulla fruibilità di edifici, percorsi e servizi.

Il confronto già aperto con associazioni e professionisti

Prima del momento in scuola, il percorso aveva già toccato altri interlocutori del territorio. Il piano è stato illustrato alle associazioni che rappresentano le persone con disabilità, così da raccogliere osservazioni e punti di vista legati all’esperienza diretta degli spazi cittadini.

Tra le iniziative già svolte rientrano anche un sopralluogo partecipato aperto ai portatori di interesse e un momento di approfondimento dedicato ai tecnici comunali, con presenza estesa anche agli ordini professionali. Il lavoro, quindi, sta prendendo forma attraverso passaggi successivi e con il contributo di più realtà.

Secondo l’assessore Lidia Diomede, partire dalla scuola significa consolidare una cultura progettuale capace di mettere al centro l’accessibilità come criterio ordinario. Un’impostazione che, nelle intenzioni del Comune, dovrebbe aiutare a rendere più naturale e diffuso un modo diverso di pensare gli spazi pubblici.

Per Pordenone, il coinvolgimento della quarta del Pertini-Mattiussi rappresenta così un tassello ulteriore del PEBA: non solo analisi delle barriere presenti oggi, ma anche investimento sulla formazione di chi sarà chiamato a progettare la città di domani.

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