Piazza del Popolo, il Comune difende il taglio dell’acero: «Era instabile e andava rimosso»

Palazzo comunale interviene dopo le polemiche sul giardino del Centro Studi: la pianta, spiegano gli uffici, presentava criticità strutturali gravi.

22 maggio 2026 23:54
Piazza del Popolo, il Comune difende il taglio dell’acero: «Era instabile e andava rimosso» -
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Il punto che il Comune di Pordenone vuole chiarire è netto: l’albero rimosso nel giardino del Centro Studi non sarebbe stato sacrificato per fare spazio al restyling di piazza del Popolo, ma eliminato perché ritenuto non più sicuro in un’area molto frequentata.

La precisazione arriva dopo il confronto acceso nato attorno all’abbattimento dell’esemplare, collocato in una zona che rientra anche nel più ampio intervento previsto per la piazza. Da Palazzo comunale si sottolinea che la decisione è maturata sulla base delle condizioni della pianta e non per esigenze di cantiere o di ridefinizione degli spazi urbani.

Le verifiche sulla pianta

Secondo quanto comunicato dall’amministrazione, si trattava di un acero negundo ormai compromesso in modo irreversibile. I controlli avrebbero rilevato un quadro avanzato di deterioramento, con marciumi all’apparato radicale superiori al 40% della circonferenza del colletto, presenza di funghi del genere ganoderma e parti della chioma già interessate da carie.

Nel censimento arboreo del 2024 l’esemplare era stato inserito in classe C-D. In seguito, viene spiegato, GEA lo ha collocato definitivamente in classe D, la categoria che identifica alberi con elevata instabilità e quindi con un rischio concreto di cedimento.

L’assessore all’Ambiente Mattia Tirelli ricorda che la pianta era già stata alleggerita lo scorso anno e interessata da interventi di rimonda del secco, ma che il suo stato fitosanitario si sarebbe ulteriormente aggravato. Per questo, sostiene il Comune, non c’erano più margini per mantenerla in sede senza esporre a pericoli chi attraversa quotidianamente quell’area.

Il nodo della riqualificazione della piazza

Nel dibattito cittadino il taglio dell’albero è stato collegato da più parti al progetto su piazza del Popolo. L’amministrazione respinge però questa lettura e ribadisce che il percorso di riqualificazione procede su un piano distinto, senza che la rimozione dell’acero ne rappresenti una conseguenza diretta.

L’assessore alla Riqualificazione urbana Lidia Diomede interviene anche sul tema del verde, contestando l’idea che il progetto porti a una riduzione delle superfici esistenti. La piazza, osserva, oggi è in gran parte occupata da parcheggi, mentre l’obiettivo dell’intervento sarebbe quello di restituire uno spazio più vivibile, con alberature, sedute e il recupero della fontana di mosaico.

Che cosa cambia per l’area del Centro Studi

Dal Comune viene inoltre evidenziato che l’eliminazione dell’esemplare non modifica il cronoprogramma già definito. In altre parole, l’abbattimento viene presentato come un’operazione legata esclusivamente alla sicurezza e non come un passaggio che accelera o rallenta l’iter urbanistico della piazza.

La linea dell’amministrazione resta quindi doppia: da un lato la necessità di intervenire su una pianta considerata pericolosa, dall’altro la conferma di un progetto che, nelle intenzioni del Comune, dovrà servire residenti, famiglie e attività del centro. Il confronto pubblico sul futuro di piazza del Popolo resta aperto, ma sul caso dell’acero Palazzo comunale sostiene di aver agito per evitare rischi in uno dei punti più frequentati della città.

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