Piazza della Motta diventa palcoscenico: a Pordenone una serata tra cinema delle origini, musica e danza
Venerdì 28 agosto doppio appuntamento gratuito con “A Window into the Magic”, proposta delle Giornate del Cinema Muto nel cartellone di TU27.
Nel cuore di Pordenone, per una sera, le facciate di Piazza della Motta cambieranno funzione e si trasformeranno in superfici narrative. Venerdì 28 agosto 2026 arriva “A Window into the Magic”, intervento performativo aperto al pubblico che unisce immagini storiche, presenza scenica e accompagnamento musicale dal vivo.
L’iniziativa è inserita nel programma di TU27, il teatro urbano promosso dal Comune nel percorso verso Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027, e porta in centro uno dei linguaggi più identitari per la città: quello legato alle Giornate del Cinema Muto.
Sono previste due repliche, alle 21 e alle 21.30, entrambe con ingresso libero. In caso di pioggia il recupero è già fissato per sabato 29 agosto alle 21.
La durata complessiva dello spettacolo è di 25 minuti e l’idea è quella di costruire un’esperienza visiva accessibile a un pubblico ampio, tra famiglie, appassionati e curiosi, riportando nello spazio urbano il fascino delle prime immagini in movimento.
Il centro storico come spazio di visione
Il progetto lavora sul dialogo tra archivi cinematografici e performance dal vivo. Sui palazzi della piazza compariranno figure filmate tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento: acrobati, danzatori, atleti e frammenti di un cinema nascente che qui vengono riletti in chiave contemporanea.
Accanto alle proiezioni entreranno in scena anche interpreti distribuiti in diversi punti della piazza, così da creare un racconto diffuso, non confinato a un unico fronte. Il risultato annunciato è quello di un ambiente immersivo in cui il pubblico segue rimandi continui tra schermo, corpo e architettura.
Le immagini scelte dagli archivi e il lavoro visivo
La base del progetto nasce da una selezione di pellicole originali curata dal direttore delle Giornate del Cinema Muto Jay Weissberg insieme a Paolo Tosini. I materiali arrivano da archivi italiani ed europei che da anni collaborano con il festival pordenonese.
Tra i titoli e le sequenze richiamate c’è anche la celebre Danza serpentina, considerata una delle icone del primo cinema a colori. Su questo patrimonio si innesta il lavoro del direttore artistico Federico Cautero, che firma l’impianto delle scenografie virtuali attraverso il projection mapping.
La componente coreografica coinvolge giovani ballerine in costumi realizzati da Nicolao Atelier di Venezia, con coreografie di Morena Barcone di Danza Step, realtà con sede a Trieste. L’effetto cercato è un confronto diretto tra il gesto registrato nelle pellicole storiche e quello eseguito dal vivo davanti agli spettatori.
La musica dal vivo e il legame con le Giornate del Cinema Muto
Ad accompagnare la performance ci saranno anche Günter Buchwald, impegnato a tastiera e violino, e Frank Bockius alle percussioni. La parte sonora ha un ruolo centrale nel tenere insieme i diversi linguaggi che compongono lo spettacolo, dal cinema delle origini alla dimensione urbana della messa in scena.
Per Pordenone si tratta anche di un appuntamento che ribadisce il rapporto tra la città e il suo festival più riconoscibile sul piano internazionale. Portare fuori dalla sala il patrimonio visivo del muto significa infatti allargare l’esperienza a chi frequenta il centro e intercettare un pubblico diverso da quello abituale delle proiezioni.
L’appuntamento resta quindi fissato in Piazza della Motta per venerdì 28 agosto, con due partenze serali a distanza di mezz’ora. Se il tempo non lo permetterà, la proposta sarà riprogrammata il giorno successivo, mantenendo l’accesso gratuito.