Porcia, trovate cinque piante di marijuana in casa: il controllo si allarga a Pordenone tra negozi sanzionati e una chiusura
Verifiche dei carabinieri tra Porcia e il capoluogo: tre denunce, un’attività fermata per carenze igieniche e multe per irregolarità sul lavoro.
Il dato più pesante emerso dai controlli nel territorio pordenonese riguarda Porcia, dove in un’abitazione i carabinieri hanno scoperto una piccola coltivazione di marijuana e materiale già pronto, secondo gli investigatori, per essere ceduto. Ma il servizio disposto venerdì 16 ottobre ha toccato anche Pordenone, con verifiche che hanno portato alla chiusura di un esercizio commerciale e a sanzioni in un’altra attività.
Il bilancio complessivo dell’operazione parla di tre persone denunciate a piede libero e di 110 soggetti identificati nell’arco del pomeriggio, tra le 14 e le 20. L’intervento ha messo insieme pattugliamento del territorio, contrasto agli stupefacenti, controlli sanitari e verifiche sul rispetto delle norme a tutela dei lavoratori.
Il ritrovamento a Porcia e il sequestro
Nel comune di Porcia i militari hanno eseguito una perquisizione personale e domiciliare nei confronti di un residente. Nel giardino sul retro dell’abitazione sono state rinvenute cinque piante di marijuana.
All’interno della casa sono poi saltati fuori circa 182 grammi di infiorescenze essiccate, custodite in barattoli di vetro, oltre ad alcune dosi considerate già confezionate per la cessione. I carabinieri hanno sequestrato anche 1.300 euro in contanti, ritenuti compatibili con una possibile attività di spaccio.
Nel capoluogo un esercizio fermato per le condizioni igieniche
Uno dei passaggi più rilevanti del servizio ha riguardato Pordenone, dove il controllo in un esercizio commerciale etnico ha fatto emergere criticità giudicate gravi sotto il profilo igienico-sanitario.
Gli accertamenti del NAS hanno rilevato l’assenza del piano di autocontrollo HACCP e la mancata preparazione del personale sugli adempimenti previsti. Da qui è scattata la sospensione immediata dell’attività, accompagnata da sanzioni per 3.000 euro.
Nello stesso locale il Nucleo Ispettorato del Lavoro ha contestato anche la presenza di impianti audiovisivi installati senza autorizzazione per il controllo a distanza dei dipendenti. In questo caso è stata elevata un’ammenda di 387 euro.
Barberia nel mirino per sicurezza dei dipendenti
Sempre a Pordenone un’altra verifica ha interessato una barberia gestita da un cittadino extracomunitario. Qui gli ispettori hanno riscontrato carenze legate agli obblighi verso il personale impiegato.
In particolare sono state contestate la mancata formazione dei lavoratori sui rischi professionali e l’assenza della sorveglianza sanitaria obbligatoria. Per queste violazioni il totale tra sanzioni e ammende arriva a 3.300 euro.
Controlli diffusi in provincia e 110 persone identificate
L’attività ha coinvolto anche posti di controllo e verifiche su strada. Complessivamente sono state identificate 110 persone; tra queste 99 cittadini extracomunitari, tutti risultati regolari rispetto alla permanenza sul territorio nazionale.
Il servizio è stato organizzato per rafforzare il presidio nell’area tra Pordenone e i comuni vicini, affiancando alla presenza sulle strade ispezioni mirate in esercizi commerciali e ambienti di lavoro.
Le forze impiegate nel servizio straordinario
Per l’operazione la Compagnia di Pordenone ha messo in campo 16 militari distribuiti su otto pattuglie, con personale del Nucleo Operativo e Radiomobile e delle Stazioni di Pordenone, Cordenons e Casarsa della Delizia.
Al dispositivo hanno partecipato anche i reparti specializzati NIL e NAS, le polizie locali e le unità cinofile. Presenti un cane del Nucleo Carabinieri Cinofili di Torreglia e le unità delle polizie locali di Pordenone e Azzano Decimo. Il quadro che emerge è quello di un controllo esteso, concentrato su droga, salute pubblica e regolarità nei luoghi di lavoro del territorio.