Pordenone 2027, da Cinemazero prende forma il cantiere dell’accessibilità culturale
Primo tavolo operativo del progetto “Città Aperte”: coinvolti Comune, realtà culturali e partner locali per costruire strumenti stabili per la partecipazione.
Non un intervento limitato agli eventi del 2027, ma un lavoro destinato a lasciare effetti concreti nella vita culturale cittadina. A Pordenone ha mosso i primi passi operativi “Città Aperte”, uno dei progetti inseriti nel percorso verso Capitale italiana della Cultura, con un incontro ospitato da Cinemazero.
Al tavolo erano presenti, tra gli altri, l’assessore alla Cultura Alberto Parigi e l’assessora alle Politiche sociali Guglielmina Cucci. L’avvio del progetto segna una fase pratica: mettere insieme soggetti diversi del territorio per trasformare l’accessibilità in un criterio stabile, non in un tema da affrontare solo in occasioni speciali.
L’idea di fondo riguarda infatti l’intera rete urbana: istituzioni, operatori del settore culturale, associazioni, scuole, negozi e cittadini. L’obiettivo è costruire condizioni che permettano una fruizione autonoma e piena di spazi, attività e proposte culturali.
Un percorso che punta a restare oltre l’anno della Capitale
Il progetto è promosso da Cinemazero come soggetto capofila insieme al Comune di Pordenone e ad altri partner locali. La direzione scelta è quella di un laboratorio permanente, capace di raccogliere esperienze già presenti in città e trasformarle in un sistema più riconoscibile ed efficace.
Tra i primi compiti indicati ci sono la ricognizione del livello di accessibilità nei luoghi e nei servizi culturali, la valorizzazione delle pratiche già attive e la costruzione di strumenti condivisi. Il messaggio emerso dall’incontro è chiaro: Pordenone non parte da zero, ma vuole dare continuità e struttura a esperienze che finora si sono sviluppate in modo più frammentato.
Le tappe previste per il 2027
Nel programma annunciato rientra un percorso formativo gratuito rivolto a enti, istituzioni, scuole e attività economiche. Accanto alla formazione, il progetto prevede la scrittura partecipata del Manifesto della Cultura dell’Accessibilità, pensato come documento di indirizzo costruito con il contributo diretto di partner, stakeholder e persone che vivono forme diverse di disabilità, motorie, sensoriali o cognitive.
Ci sarà anche un lavoro rivolto al pubblico più ampio, con strumenti di sensibilizzazione e comunicazione. Sono stati indicati un cortometraggio sul tema, una rassegna di cinema accessibile e momenti pubblici di confronto, per allargare la discussione fuori dagli addetti ai lavori.
Una visione più ampia del concetto di accessibilità
Nel corso del confronto, Alberto Parigi ha collegato “Città Aperte” all’impostazione generale di Pordenone 2027, che punta a tenere insieme cultura, inclusione, giovani, salute e impresa. In questa prospettiva, l’accessibilità non viene letta come un capitolo separato, ma come una parte della qualità complessiva dell’offerta culturale e urbana.
Parigi ha sottolineato anche la volontà di lasciare in eredità competenze, metodi e pratiche capaci di durare oltre l’anno della Capitale della Cultura. Tra i riferimenti citati, il lavoro già sviluppato da Cinemazero e dal Museo di Storia Naturale, indicati come basi da consolidare e ampliare.
Dal versante sociale, Guglielmina Cucci ha richiamato un cambio di impostazione: non intervenire soltanto per rimuovere ostacoli già presenti, ma progettare spazi, servizi e occasioni di partecipazione con l’accessibilità prevista fin dall’inizio. Un approccio che allarga il campo anche alle fragilità temporanee, alle persone anziane, a chi si muove con un passeggino e, più in generale, a chi ha bisogno di vivere la città con maggiore libertà.
Per Pordenone una sfida che riguarda tutta la città
Il progetto, nelle intenzioni dei promotori, non parla quindi solo di disabilità permanenti o di barriere architettoniche. Dentro questa cornice rientrano anche la sicurezza percepita negli spazi pubblici, la possibilità di attraversare parchi e strade senza limitazioni e la qualità dell’esperienza urbana per fasce molto diverse della popolazione.
L’incontro ospitato a Cinemazero è servito a mettere a fuoco obiettivi comuni, attività già avviate e possibili collaborazioni future. Per Pordenone si apre così un cantiere che coinvolge musei, teatri, scuole, associazioni e attività del territorio, con l’ambizione di rendere l’accessibilità una componente ordinaria della vita culturale cittadina.