Pordenone, al Palazzo del Fumetto il Pinocchio visto dagli studenti di design
Dal 29 ottobre al 22 novembre in mostra i progetti sviluppati durante la Pordenone Design Week dagli allievi di ISIA Roma Design.
Un classico della letteratura italiana riletto con materiali di recupero, oggetti quotidiani e linguaggi del progetto contemporaneo. A Pordenone prende forma così “Pinocchio 2026. Una rilettura di design tra racconto e contemporaneità”, esposizione ospitata al Palazzo del Fumetto dal 29 ottobre al 22 novembre.
L’iniziativa porta in città gli elaborati realizzati dagli studenti dei corsi triennali e magistrali di ISIA Roma Design, sede di Pordenone, nati durante un workshop organizzato al Consorzio Universitario in occasione della Pordenone Design Week.
Un lavoro nato tra università e Design Week
Il laboratorio è stato seguito da Paolo Crescenti, docente ISIA e designer, insieme a Milena Nori, artista ed esperta in arte terapia, e a Margherita Ciriani come tutor accademica. Al centro del percorso c’era una proposta precisa: tornare ai personaggi delle avventure di Pinocchio e leggerli attraverso forme, segni e materia, a due secoli dalla nascita del loro autore.
Il punto di partenza non era soltanto narrativo, ma anche visivo e simbolico: trasformare caratteristiche morali, memorie e suggestioni in oggetti e figure capaci di parlare al presente. Da qui le domande che hanno accompagnato il workshop: in che modo una parola può diventare segno, e come quel segno può tradursi in una forma concreta?
Personaggi che diventano oggetti e figure narrative
Il risultato finale si sviluppa su due piani. Da una parte ci sono i concept per l’animazione, pensati come personaggi in grado di agire e raccontarsi; dall’altra compaiono oggetti d’uso reinterpretati con un valore espressivo legato ai protagonisti del libro.
Tra le soluzioni esposte, Pinocchio appare come un giocattolo che cambia assetto nel tempo, passando da tronco a burattino, poi ad asino e infine a bambino, con una luce interna a led a rappresentarne l’anima. Mangiafoco viene invece tradotto in un portamonete, con occhi rossi e barba di lana d’acciaio, mentre il Gatto e la Volpe si fondono in una sola presenza, unita da una lunga coda viola, per evocare inganno e opportunismo.
Non mancano il Grillo parlante, immaginato come una saliera che richiama il modo di dire “mettere il sale in zucca”, Lucignolo trasformato in uno scalda-cognac e il Pescecane, letto come immagine architettonica della depressione. L’allestimento mette così insieme racconto, design e riuso dei materiali.
Il valore culturale per Pordenone
Secondo Paolo Crescenti, che cura l’esposizione con Milena Nori, la scelta è stata quella di partire da oggetti comuni e da materiali di scarto, capaci di portarsi dietro una storia. Un’impostazione che, osserva, trova già un precedente nello stesso Pinocchio, nato narrativamente da un pezzo di legno destinato al fuoco e quindi, in termini attuali, da un gesto di riuso.
Per il territorio pordenonese la mostra rappresenta anche uno sviluppo concreto del lavoro costruito negli anni attorno alla Pordenone Design Week. Andrea Zanni, direttore del Consorzio Universitario di Pordenone, la definisce infatti un ecosistema culturale stabile, capace di tenere insieme formazione, ricerca, imprese e territorio ben oltre i giorni dell’evento.
Questa dimensione, sottolinea Zanni, permette di far incontrare competenze differenti e di generare percorsi non convenzionali, come quello che ha unito design, letteratura e semiotica. È proprio in questa capacità di far dialogare ambiti diversi che il progetto trova una sua ricaduta locale riconoscibile.
Chi organizza e quando visitarla
“Pinocchio 2026. Una rilettura di design tra racconto e contemporaneità” è promossa da Pordenone Design Week, ISIA Roma Design – sede di Pordenone e Consorzio Universitario di Pordenone, con il contributo del Palazzo del Fumetto.
La mostra sarà aperta il giovedì e il venerdì dalle 15 alle 19, mentre sabato e domenica l’orario andrà dalle 10 alle 19. L’ingresso è compreso nel biglietto del Palazzo del Fumetto, aggiungendo così una nuova tappa al calendario culturale cittadino delle prossime settimane.