«Colpito otto volte alla testa»: ecco cosa è emerso dall’autopsia su Ruoso

Autopsia sull’87enne patron di TelePordenone ucciso a Pordenone: otto colpi alla testa con una spranga, esame durato oltre sei ore.

11 marzo 2026 15:25
«Colpito otto volte alla testa»: ecco cosa è emerso dall’autopsia su Ruoso -
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PORDENONE – Emergono nuovi dettagli sull’omicidio di Mario Ruoso, l’87enne fondatore e patron di TelePordenone, ucciso mercoledì scorso mentre usciva dalla propria abitazione. L’esame autoptico disposto dalla Procura di Pordenone ha chiarito con precisione le cause del decesso, rivelando una violenza estrema nell’aggressione. LEGGI ANCHE: Loriano Bedin ha confessato l'omicidio di Mario Ruoso: chi è l'assassino

L’esito dell’autopsia

L’autopsia, eseguita dal medico legale incaricato dalla Procura, Antonello Cirnelli, ha stabilito che l’uomo è stato colpito ripetutamente alla testa con una spranga metallica. Gli accertamenti hanno evidenziato otto violenti colpi al capo, che hanno provocato danni gravissimi alla struttura cranica.

Secondo quanto ricostruito nel corso dell’esame medico–legale, l’impatto dei colpi è stato talmente forte da provocare lesioni devastanti al cranio, con fratture profonde e una compromissione irreversibile delle strutture ossee. LEGGI QUI: Omicidio di Mario Ruoso, la ricostruzione della Procura: come è stato ucciso e perchè

Accertamenti durati oltre sei ore

L’indagine necroscopica si è protratta per più di sei ore, con verifiche molto approfondite sulle ferite riportate dalla vittima. Per comprendere con esattezza la direzione e la profondità dei traumi, i medici legali hanno dovuto eseguire procedure particolarmente invasive, tra cui la rimozione della cute del volto e della testa, operazione che solitamente non è prevista negli esami di routine.

Dagli accertamenti è emerso che la forza dei colpi sarebbe stata tale da danneggiare anche la base del cranio, schiacciata tra i colpi della spranga e la superficie del pavimento.

La presenza dei consulenti durante l’esame

All’autopsia hanno preso parte anche i consulenti nominati dalla difesa. Presente Giovanni Del Ben in qualità di perito, insieme all’avvocato Giorgio Mazzuccato, che assiste l’indagato.

Gli esiti dell’esame medico–legale risultano in linea con quanto emerso durante le prime fasi investigative.

Le indagini della polizia

Gli investigatori della polizia avevano individuato come principale sospettato Loriano Bedin, 67 anni, ex dipendente della vittima. L’uomo aveva ammesso le proprie responsabilità durante gli interrogatori. LEGGI ANCHE: Respinti i domiciliari per l'assassino di Ruoso: Loriano Bedin resta in carcere

Determinanti per gli inquirenti sarebbero state le immagini della videosorveglianza, nelle quali il 67enne viene ripreso mentre sale le scale del condominio con una spranga in mano. Gli accertamenti proseguono ora per definire ogni dettaglio della dinamica dell’aggressione.

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